martedì 25 febbraio 2014

Film 12 anni schiavo

12 anni schiavo, ci sarà un motivo perchè candidato a 9 premi oscar e già pluripremiato.

Tratto da una storia vera, il film racconta di Solomon, uomo di colore che da libero si ritrova schiavo.

La vicenda prosegue secondo un montaggio alternato di vari momenti cronologici, un pacthwork che lo spettatore è chiamato a ricomporre. La narrazione è molto equilibrata, le inquadrature sono finemente studiate, mai volute per caso. Si avverte attenzione per il dettaglio e i particolari ma anche per i campi lunghi con splendidi paesaggi.

La schiavitù raccontata tramite gli occhi di un uomo che non vuole sopravvivere ma vivere per avere giustizia e riprendersi la libertà.

Esiste anche l'omonimo libro, sicuramente non uguale alla trasposizione cinematografica ma sappiamo che in questi casi gli adattamenti sono motivati da scelte artistiche.

Un film impegnato ma godibile, nonostante le oltre due ore di proiezione.




Trailer ufficiale italiano

martedì 18 febbraio 2014

LEGGERE UN LIBRO A SETTIMANA

Come al solito mi sono accorta di aver scritto l'ultimo post in un'altra era glaciale quindi cercherò di rimediare.

Navigando qua e là ho incontrato l'articolo di un blog che spiegava come riuscire a leggere un libro a settimana, ergo quasi 50 libri l'anno. Detto così suona un po' spaventoso e pesante ma a pensarci bene non è una mission così impossible.

Quanti tempi morti abbiamo durante la giornata, e come li colmiamo? Mi sono resa conto di averne molti e, forse, di non sfruttarli al meglio. Penso che porsi il piccolo obiettivo di leggere almeno 40 pagine al giorno sia un'apripista per obiettivi più grandi. Sta tutto nel volerlo fare e nel volerci riuscire.


Spesso siamo chiusi in abitudini da cui non riusciamo a liberarci. Io ad esempio tendo a leggere soltanto la sera, sbaglio. Potrei leggere in moltissimi altri momenti della giornata ma non lo faccio. Nessuno starà lì a controllare che abbiate letto le 40 pagine al giorno, che le abbiate effettivamente lette e comprese. Lo fate per voi. All'inizio magari qualche piccolo imbroglio ci può stare, per prendere confidenza con la nuova abitudine ma poi si deve fare sul serio.

Leggere apre la mente, aiuta ad imparare sempre nuove cose, nuovi modi di vedere la realtà e tutto quello che ci vive dentro. Non faccio promesse che non posso mantenere ma cercherò di trovare l'ispirazione per pormi questo obiettivo.
Da qualche parte bisogna cominciare. L'altro giorno volevo assolutamente mangiarmi un altro brownie e l'ho fatto. E' sempre un inizio.

martedì 5 novembre 2013

Biotiful l'app per analizzare l'inci dei cosmetici

Se cercate un'app state sicuri che la troverete. Ne esistono per qualsiasi cosa.

Una mia recente scoperta è l'app Biotiful.
E' scaricarible dal Play Store per Android e aiuta ad analizzare l'inci (l'elenco degli ingredienti cosmetici) dei prodotti di bellezza.
E' molto funzionale e ben organizzata.

Si può cercare il prodotto per nome e si troverà se già catalogato se no si può segnalare l'inci che verrà poi inserito nel database. Si potrà trovare il prodotto anche scannerizzando il codice a barre tramite la fotocamera.
L'inci avrà ogni componente contrassegnato da un disegno la cui legenda troverete nell'app stessa.
In questo modo saprete cosa contengono i vostri cosmetici e se valgono la pena di essere comprati.
Qui troverete la fan page associata all'app e potrete scaricarla.


Buona caccia all'inci!





lunedì 16 settembre 2013

Cambio di stagione





Settembre è arrivato e l'estate è passata in un soffio.
Stamattina, prendendo la macchina, ho avuto l'incontro con la prima foglia caduta: era gialla, un po' umida, appiccicata al vetro della macchina.
Poi si è messo pure il tempo facendo scherzi con sbalzi di temperatura fra mattino, giorno e sera. Circolano i primi malanni di stagione. La scuola è ricominciata.
Piccoli indizi, come le briciole di Pollicino, uno dietro l'altro, ti portano verso il cambio di stagione.
L'armadio è ancora in standbay, posso dire arrivederci a top e canottiere leggere ma il cambio definitivo è a data da destinarsi.
Alzi la mano chi è del club dei metereopatici, l'idea di mesi lunghi, bui, freddi, mi gela il cuore, già proiettato verso i giorni tiepidi e freschi di primavera. Staremo infagottati in strati di vestiti dai colori scuri e insipidi, in attesa di liberarci soltanto fra almeno 8 mesi.
Brutto affare mischiare mente, emozioni, tempo e stagioni ma come sottrarsi? Sono una sole-bel tempo-dipendente, ancora non vendono il sole da salotto.
E' tempo di riscoprire i piaceri delle altre stagioni in attesa di quella preferita.
Intanto assaporo gli ultimi flash di fine stagione, arrivederci estate.


mercoledì 14 agosto 2013

Mille splendidi soli di Hosseini Khaled

Ho finito un libro e mi sento quasi tradita dal modo in cui sia terminato così, d'improvviso. E' la sensazione che ti dà uno di quei libri che non vedi l'ora di leggere ogni volta, che gusti per bene ma che sai dovrà finire.

Sto parlando di "Mille splendidi soli". Acquisto fatto alla recente fiera del Libro di Torino. In realtà mi aveva attirato il titolo singolare ma anche i rumors che giravano su autore e libro.


Un libro che parla, principalmente di donne, scritto da un uomo, Hosseini Khaled.
La vicenda è ambientata in Afghanistan e incrocia due diverse generazioni di donne, Mariam, più grande e Laila, più piccola ma i cui destini sono entrambi scritti per
vivere sofferenze e rassegnazione, come succede alla maggior parte delle femmine che hanno la sfortuna di nascere nel loro paese.

Lo trovo un libro dalle scene forti ma allo stesso tempo discrete, lo stile dell'autore è vero, genuino ma curato, cosa non facile da realizzare. Un film colpisce di più perché ha a disposizione le immagini ma anche un libro può entrarti dentro fino all'anima e farti vedere cose che ti fanno riflettere ancora di più.

Lo spaccato di una cultura ambivalente che può essere tanto amorevole quanto spietata. Nel mare desolato ricco di odio germogliano piccoli bagliori di luce, speranza.
Una storia che finisce ma che lascia come eredità una lunga e complessa riflessione su rapporti e sentimenti umani, cultura, società, …

Se volete iniziare una lettura che non vi deluda prendete questo libro, leggetelo, fatelo vostro e poi degli altri.


sabato 20 aprile 2013

IL VIRALE DI KEEP CALM AND

Buongiorno eccomi con un nuovo post. Avrete già incontrato, sicuramente, almeno un'immagine con sfondo colorato e una scritta a caratteri grandi, tutti maiuscoli, che inizia così: KEEP CALM AND...
Si tratta di un fenomeno virale che sta spopolando senza porsi limiti, nascono parodie, dichiarazioni non ufficiali, storpiature di proverbi ecc.
Mi sono decisa a fare un salto anche io nella pagina dove si possono generare i propri KEEP CALM AND.
Penso che sia uno strumento carino per veicolare blog, pagine, profili ecc.
Buona navigazione...





giovedì 11 aprile 2013

PUBBLICARE UN EBOOK SU AMAZON

 Pubblicare un ebook su Amazon.it




Chi non conosce Amazon.it? Vende di tutto, forse qualcuno ha anche provato a cercare cose invendibili. Chiusa parentesi, scrivo questo post per dire che voglio provarci anche io. 
I miei racconti stanno chiusi in stretti file a fare strato e allora perché non provare a pubblicarli in un ebook su Amazon?
Ho pubblicato l'altro giorno un mini ebbok con cinque miei racconti, ho intitolato la raccolta pocket "Pensieri sparsi: racconti per mente e cuore".
Volevo pubblicarlo a 0,00 euro ma non è permesso, se non in determinate condizioni che al momento non sussistono, così ho messo il prezzo base di 0,89 centesimi di euro.
Penso che la possibilità di pubblicare un ebook sia una chance democratica per tutti, un modo per chi scrive ed è emergente e sconosciuto di farsi conoscere anche perchè gli utenti che scaricano e leggono i vari ebook possono anche rilasciare una recensione, commento, opinione.

Piccolo aggiornamento perché ho pubblicato un altro ebook di poesie dal titolo molto fantasioso: Raccolta di poesie.

Quindi se cercando un ebook su Amazon, capitate sul mio, datemi una possibilità :)
Grazie in anticipo a chi dedicerà di farlo.
Buona lettura...

Lidia A.Modena


martedì 9 aprile 2013

IMPARARE UNA LINGUA STRANIERA GRATIS

Avete intenzione di imparare una lingua straniera o approfondire il vostro livello di conoscenza?
Non servono valanghe di soldi ma soltanto la voglia di mettersi all'opera.



Una cosa che può aiutare è sicuramente guardarsi film, serie tv, video, nella lingua straniera interessata, possibilmente con sottotitoli. In questo modo la comprensione diventa sempre più fluida.

Allenate non soltanto la comprensione attraverso l'udito ma anche tramite la lettura, leggete più che potete, qualsiasi cosa. Imparerete molti vocaboli, sfumature di significato e le varie corrispondenze fra parole e lingue diverse.

Dulcis in fundo un consiglio recente perchè lo è la scoperta che ne ho fatto.
Esistono delle communities online dedicate proprio a chi vuole imparare o studiare meglio una lingua straniera. In queste comunità virtuali ci sono persone da tutto il mondo disposte a parlare nella loro lingua madre aiutando gli altri ad impararla.
Ogni sito ha un funzionamento diverso, quelle che sto frequentando sono Palabea e Verbling.
Nella prima si crea un profilo molto spartano con lingua madre e lingua che interessa imparare e quella che si è disposti ad insegnare, poi si seguono le varie palabee che vengono distinte per argomenti, in questo modo si possono trovare utenti appassionati degli stessi argomenti con cui dialogare.
Nella seconda community ci sono delle class virtuali tenute da alcuni maestri, ogni sessione ha un argomento e scopo diverso. Potete consultare il programma delle varie lezioni in tempo reale e aggiungervi a una classe per seguire la lezione.Vi consiglio, però di iscrivervi subito all'inizio perché poi è impossibile accedervi, potrete sempre ascoltare la lezione senza partecipare. Potrete anche accedere alle varie lezioni registrate, infatti l'applicazione vi chiede di acconsentire alla registrazione perchè le lezioni si svolgono in videochat (potete attivare anche soltanto il microfono).

Vi consiglio di provare l'esperienza di queste communities perché penso che siano un modo efficace per cercare di apprendere una lingua straniera, mal che vada vi sarete fatti degli amici!


lunedì 8 aprile 2013

ANTOLOGIA "365 RACCONTI SULLA FINE MONDO" DELOS BOOK

L'anno scorso ho partecipato, senza troppe pretese, a un concorso letterario lanciato su un forum.
Mi convinse una compagna di università. Non c'era alcuna quota di partecipazione da versare e allora perché no?
Il concorso selezionava racconti brevi, max 2000 battute, che avessero come argomento la fine del mondo, in pendant con la martellante profezia dei Maya sulla prossima fine del mondo.

Mandai un primo racconto che fu scartato. Ne mandai un secondo, stesso copione. Non c'è due senza tre così mandai una seconda versione del secondo racconto: fu la volta buona.
Il titolo è un po' singolare ma è comprensibile leggendo il racconto: "Violatrice seriale".
I racconti selezionati, 365, sono stati raccolti nell'antologia edita da Delos Book, 365 racconti sulla fine del mondo.




VIOLATRICE SERIALE

Non riuscivo a dormire. Mi rigiravo nel letto fra sogno e veglia. Nella mente pensieri indisciplinati. Un’agitazione improvvisa e crescente mi assaliva. Profumo di disgrazia.
Mi alzai stanca e nervosa, vidi il cielo grigio rigare il vetro di pioggia.
Da sempre ero quella strana in famiglia. Sapevo senza conoscere, vedevo senza essere testimone. Avevo un dono, ne avevo molti. Imparai a conviverci, a dominarli. Potevo viaggiare tra le dimensioni, scorrere le mie vite passate, prevedere eventi futuri.
La pioggia aveva smesso. Uscii a fare due passi. In strada c’era il delirio. Gente che correva, urlava, piangeva. Erano tutti disperati. In attesa…
L’umano ha un potenziale che nemmeno immagina. Tutti hanno poteri ma li soffocano.
Conoscevo l’inizio della fine, ne avevo vissuto stralci ed ero tornata aspettandola una seconda volta.
Per secoli l’uomo aveva operato inconsciamente attraverso quegli stessi poteri che non ho rinnegato. Violando come una stalker le leggi del tempo e dello spazio avevo incrinato l’equilibrio cosmico.
L’ora è giunta, il vaso di Pandora è traboccato. Sentivo un peso grande come la Terra. Rea di aver giocato a fare il Dio manipolando il creato.
Rimasi impassibile, paralizzata, inerte. Lacrime gelide bagnavano il viso. Volevo chiedere scusa. Ma tu che leggi cosa ne sai, vivi nel tuo mondo. Sono io qui a vivere questo casino.
Le dimensioni stavano collassando. Il giorno e la notte dividevano lo stesso cielo. Passato presente e futuro si confondevano. Gli stessi spazio e tempo erano ormai privi di logica.
Come ogni cosa era iniziata ora finiva: era il caos, quello primordiale. Un contrappasso feroce e inarrestabile. Mi sentivo smaterializzare, andare, perdere. Un enorme capogiro sensoriale mi strappava da quel mondo che fino a poco fa era mio.
Pochi istanti. Un boato. Il buio. Poi il nulla.
Dov’era finito tutto? Dov’erano finiti tutti, dov’ero io? Eravamo ancora o siamo o saremo?
Forse non siamo mai stati e tutto era una pura illusione.

Spero che il racconto sia di vostro gradimento. 
Se capitate nel mio blog e leggete lasciate pure un commento.
Grazie se dedicherete del tempo al mio racconto.
Lidia Modena

lunedì 25 marzo 2013

AUTOPRODUZIONE DI COSMETICI







L'autoproduzione di cosmetici: direi questa sconosciuta perchè la maggior parte delle persone quando sente pronunciare tali parole non ha la minima idea di che cosa si tratti.
Facevo anche io parte di queste persone fino a un anno fa.
Tutto cominciò all'ultimo anno di università. Una mia compagna si interessava di cosmetici naturali & co., mi parlò appunto dell'autoproduzione di cosmetici, in gergo dello "spignattamento". Non ci feci troppo caso, anzi ero molto diffidente, del resto come spesso si fa riguardo a cose che non si conoscono.
Fu un incontro a scoppio ritardato il mio con lo spignattamento. A piccoli passi iniziai a documentarmi, cercare, conoscere, sapere. Cominciai a frequentare forum del settore, iscrivermi a canali su YouTube, seguire blog. La mia curiosità cresceva sempre di più e di colpo mi si aprì davanti agli occhi un mondo nuovo. Capii che molti dei prodotti in commercio contengono sostanze dannose, i nomi sono ingannevoli (crema naturale all'acido ialuronico che di quest'ultimo non ha niente) e simili. A questo proposito potete trovare il biodizionario nel forum di saicosatispalmi e fare una prova con un prodotto cosmetico che avete in casa: troverete un sacco di ingredienti a pallino rosso... D'impatto ebbi una consapevolezza diversa che prima di allora ignoravo totalmente. Incominciai a capire che spesso viviamo nell'inconsapevolezza e la curiosità è l'unica salvezza. Documentarsi, scoprire, capire, conoscere.
Così fui iniziata allo spignattamento e ora sono qui.

Ho ordinato le prime materie prime per realizzare i cosmetici più semplici con cui gli spignattori in erba cominciano (burrocacao, struccante bifasico, tonico, ecc.). Ora faccio attenzione agli inci dei prodotti in commercio e cerco di evitare le sostanze più dannose (petrolati, parabeni, siliconi, ecc.).
Certo non è una passeggiata passare all'ecobio o comunque a prodotti simil naturali, anche perché siamo abituati alla resa di prodotti diversi, non abbiamo il tempo o la pazienza di produrli. Io ci ho provato e ci provo tuttora. Quando ne parlo molti mi guardano storto, un po' come facevo io con la mia compagna di università.
Da qui la mia esplorazione nel mondo green si è allargata e mi ha condotto a pormi domande su anche altri aspetti come l'ecosostenibilità della produzione, l'impatto sull'ambiente, il riciclo.

Alla base dello spignatto non c'è soltanto la volontà di evitare sostanze dannose ma anche quella di riutilizzare perché si conservano contenitori di altri cosmetici per fare i propri, poi di personalizzare poichè ci si può realizzare un prodotto su misura, inoltre si risparmia perché molti prodotti cosmetici sono venduti a prezzi esagerati, soprattutto in confronto al quantitativo di sostanze funzionali e materie prime impiegate.

Questo post è per dirvi di aprire gli occhi e conoscere, porvi domande, sperimentare, sapere.
Se vi ho inicuriosito vi consiglio di visitare:

il forum di Lola
il blog del calderone alchemico
il forum di saicosatispalmi
canale youtube di carlitadolce
canale youtube di Nife cosmetici
       


lunedì 25 febbraio 2013

SITUAZIONE EDITORIA ITALIANA



Scrivo esasperata dalla ormai quotidiana normalità in cui il sistema editoriale stagna sempre di più.

Sono una giornalista pubblicista che ha collaborato per diverso tempo con diversi editori per alcune riviste dedicate ai teenagers. Ad oggi, come anche altre persone, sto ancora aspettando pagamenti che sarebbero dovuti arrivare ormai da molto tempo, senza contare i mostruosi ritardi dei pagamenti precedenti.
Ho lavorato, consegnato i pezzi nei tempi prestabiliti, ho messo impegno e volontà in ciò che ho fatto per essere ripagata con una truffa che si perpetua ormai ogni giorno in diversi giornali.
Questi prodotti editoriali continuano ad uscire sfruttando la volontà di giornalisti, professionisti, freelance e praticanti, senza che nessuno e niente li fermi.
Questa è la realtà italiana.
Alcuni giornali prenderebbero anche sovvenzioni statali.

Bisogna scrivere nella speranza di essere pagati, nella speranza che il lavoro svolto venga degnamente riconosciuto, anzi mi correggo, che venga riconosciuto perché degnamente non penso sia possibile visto che ogni pezzo viene pagato una vera e propria miseria.
Questo cosa comporta? Declassamento professionale su tutti i livelli, povertà di contenuti, arrabattamento di idee e articoli giusto per "uscire", riciclo di giornalisti usa-e-getta che vengono rimpiazzati di continuo, rincorrendo un'asta al ribasso.

E' giusto che i lettori che comprano tali giornali siano consapevoli che leggono il frutto di una truffa che viene costantemente perseguita ai danni dei giornalisti.
Chiedo a chi si trovasse nella mia situazione di parlare, farsi sentire, esigere i propri diritti, perché una voce solitaria fa meno paura di una collettiva!!

Ho da poco risolto una questione con uno di questi sedicenti editori rivolgendomi alla Stampa Subalpina, sindacato per i giornalisti piemontesi. Ho inviato una raccomandata con sollecito di pagamento e ho ricevuto l'accredito da tanto atteso. Vi invito a rivolgervi ad enti, associazioni, agli ordini delle vostre regioni e anche al presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, Enzo Iacopino, che si è mostrato molto disponibile e sensibile riguardo la situazione.

Lidia Modena





mercoledì 9 gennaio 2013

R.i.p. Carolina


La vicenda della giovane ragazza suicida di Novara mi ha lasciato sconvolta.
Non soltanto per l'estremo gesto che ha compiuto ma soprattutto per le condizioni che l'hanno spinta a farlo o che hanno contribuito perchè accadesse.
Le parole sono come pietre così come le voci, i pregiudizi, le calunnie...
Un vortice di invidia, vendetta, gelosia e frustazione che colpisce in modo meschino e fa centro in chi è più fragile.
La cosa veramente sconvolgente è che la gente non si rende conto di questo, gioca pesante sopravvalutando la cosa, pensando di stare soltanto "scherzando". C'è diseducazione alla sensibilità, c'è un impoverimento di empatia.
Poco tempo fa è successo un fatto simile a Roma, dove un giovane ragazzo si è suicidato perchè gay e preso in giro.
Il bullismo si è evoluto e ora ha altre armi a disponizione, virtuali, come la piazza di Internet e i social network. Strumenti geniali e utili quanto deleteri. Un'anima fragile che già sopporta situazioni difficili e vive un momento particolare della propria esistenza come lo è l'adolescenza, non ce la fa, soccombe.
Pesiamo le parole, che possano essere soprattutto strumento d'amore, cultura, informazione, riflessione e non soltanto di cattiveria.
Sii una bellissima anima Carolina.

mercoledì 21 novembre 2012

VIVERE LEGGERI

Ho letto l'altro giorno un articolo su La Stampa in cui si parlava del vivere "leggero".
Rempiamo la nostra vita non soltanto di cose che a lungo andare risultano inutili e accatastate a prendere polvere, spesso tendiamo ad accumulare anche relazioni sterili, a comprimere il tempo stressandoci.
La soluzione? Liberarsi, fare spazio, buttare, ordinare, pulire, dentro e fuori di noi.
Spesso quello che ci trattiene dal liberarci di una cosa è un fattore psicologico, classifichiamo alcune cose associandole a ricordi, belli o brutti che siano. 
Per quanto riguarda le relazioni, ci accorgiamo tardi di quanto in realtà molte di esse siano soltanto rumore in mezzo a pochissima musica e allora meglio eliminarle, ci guadagneremo in umore e qualità.
Viviamo in una società che genera bisogni che non esistono, desideri progettati e diffusi ad hoc per indurci a comprare cose e convincerci di non poterne fare a meno.
Di solito chi ha voglia d'ordine non vuole soltanto quello fisico, tangibile, vuole anche quello interiore. Possedere meno cose ma necessarie genera relax e allontana lo stress. Aprire l'armadio e vedere una giusta quantità di cose ci assicurerà che le indosseremo tutte mentre ora, sicuramente, l'80% di quello che abbiamo non viene indossato.
Il momento dell'acquisto gratifica ma ci chiediamo sempre: "quella cosa mi serve davvero?".
La filosofia del vivere leggeri non è facile da seguire, molti la estremizzano scegliendo un lavoro in campagna dopo averne lasciato uno in città.
Alcuni ritengono che si possa benissimo vivere con 100 cose, una bella sfida oggi.
Fare ordine nella vita materiale è anche lo specchio di quella interiore e sociale: chi ha voglia d'ordine spesso è alla ricerca di qualcosa che pensa perduto, qualcosa che non trova o semplicemente ha voglia di pulizia in tutti i sensi, scrollarsi relazioni stantie, vecchi ricordi o ritagliarsi dei momenti di silenzio immergendosi nella solitudine come un asceta metropolitano.



giovedì 15 novembre 2012

SULLA STRADA



Avete presente quella sensazione che ti dice "Stai facendo questo ma non è la tua strada?", ecco io mi trovo tipo in una grande stazione, sono su un treno in corsa ma ad ogni fermata vedo dal finestrino molti altri binari e penso di non essere sul treno giusto, devo aspettare la mia fermata... 

So di essere in attesa, so anche che chi deve sbocciare prima o poi lo farà.




martedì 13 novembre 2012

LEGGERE


Quando mi scatta qualcosa è finita, inizio e non mi fermo più.
Penso, rimango titubante, rimando, poi ci ripenso.
In questi anni di studio universitario, e anche nei precedenti, ho dovuto leggere libri che non rispondevano a un mio interesse ma a un obbligo. Ovviamente molti di questi libri si sono dimostrati interessanti, utili e dei classici. Molti altri solo una perdita di tempo.
Ho deciso di recuperare tutti i libri "persi" in questi anni e dedicarmi a una lettura motivata dal piacere e gusto personale.
L'appuntamento serale con la lettura mi piace: un incontro piacevole, raccolto vicino alla flebile luce del comodino e il tepore del letto. 
Di giorno la lettura non ha lo stesso "gusto", certo leggo i giornali di cronaca e informazione, articoli su Internet ma la lettura, quella dei libri, la lascio per la sera.
Ho voglia di spaziare con la mente, viaggiare, vedere posti lontani, culture diverse, spiare situazioni, scoprire personaggi e caratteri, Paesi, ...
Riscoprite il piacere della lettura, voletevi bene e nutrite la vostra mente.

 

lunedì 12 novembre 2012

IN CERCA

Mi sono accorta ora di aver pubblicato l'ultimo post il 17 agosto.
Penso che la scrittura si debba misurare non con la quantità ma con la qualità, infine, soprattutto con l'ispirazione, quindi mi perdonerà il mio blog se lo trascuro un po' e non pubblico frequentemente post.
Sento di essere in cerca, avverto una prepotente sensazione che continua a dirmi: "sei in cerca di qualcosa, di una strada, di un'occasione...".
La conoscete quella sensazione?


Io l'ho sentita tante volte.
Dicono che in questi casi bisogna chiedere all'universo e...ti sarà dato.
Attiriamo a noi ciò che desideriamo o le circostanze per realizzarlo.
Io sento di dover sbocciare ma non so dove, quando e perchè, lo sento e basta.
E' una forza più forte di me alla quale sento il bisogno di ubbidire.
E così faccio, restando in attesa...


venerdì 17 agosto 2012

IL Museo dei suoni dimenticati


Vi ricordate ancora il suono di una VHS che entra nel registratore? O quello del lettore cd portatile? All'edizione del Tg2 di oggi, subito dopo pranzo, fa capolino una notizia davvero singolare e divertente che renderà felici i nostalgici.
Un giovane studente americano, Brendan Chilcutt,  ha raccolto in un sito i suoni, ormai vecchi e quasi dimenticati, caratteristici della prima rivoluzione tecnologica. 
Nel sito del Museum of Endangered Sounds, savethesounds.info, in continuo aggiornamento, grazie anche ai contributi di utenti di tutto il mondo, si possono trovare fra i tanti, la suoneria del Nokia 3210, il tetris del Game Boy, il suono d'avvio di Windows 95 e molti altri che susciteranno un poco di malinconia in chi ha usato queste tecnologie. 
La galleria virtuale mostra le foto corrispondenti ai suoni delle tecnologie ospitate, basta cliccare su ognuna per sentirne il suono e ricliccare per stopparlo. Ma il progetto non finisce qui. Infatti verrà finanziato da associazioni e gruppi di appassionati del settore e sarà accessibile al pubblico dal 2015.



giovedì 16 agosto 2012

ESERCIZI DI SCRITTURA CREATIVA

Mettendo in ordine camera mia ho ritrovato un libro che ormai ero rassegnata ad aver perso: "Manuale di scrittura creativa". Felicissima ho cominciato a leggerlo. Propone anche esercizi da svolgere.
 Ecco il primo:

Scrivete una cartella sulla vostra motivazione a esercitarvi nella narrazione. Spiegate a voi stessi perché desiderate raccontare qualcosa a qualcuno. Perchè non l'avete fatto fino ad oggi, e se l'avete fatto, cosa ancora non vi convince e vi mette in difficoltà. 

Ecco quello che è uscito fuori:


Ho sempre avuto una predisposizione alla comunicazione, in qualsiasi forma. A scuola i temi mi uscivano dalla penna come i respiri che ogni giorno faccio per vivere: naturali. La lingua, la scrittura, le parole, mi hanno sempre affascinato e continuano a farlo. Ognuno di noi ha una vocazione, piccola o grande, la mia penso che sia quella di scrivere. 
Sono giornalista quindi abituata a stilare testi anche in tempi brevi e nelle più disparate situazioni. Scrivere articoli, comunicati stampa, recensioni, ecc. è già un buon allenamento ma non bisogna stare sugli allori. All’università prendevo appunti, poi a casa, in vista degli esami, facevo riassunti. Insomma sono sempre rimasta in “allenamento” non soltanto con la scrittura ma anche con la lettura, elemento necessario per coltivare e alimentare la “mano”. Curo anche un blog, insomma più o meno, mi dimentico sempre di aggiornarlo e quando lo faccio magari pubblico tre post di fila. 
Non è facile dire perché vorrei raccontare qualcosa a qualcuno. Dipende che cosa. Gli articoli contengono sempre informazioni, suggerimenti, insomma elementi che possono essere utili o interessanti per chi legge. Racconti e romanzi sono un’altra storia. Attraverso essi parli non soltanto agli occhi di chi legge ma soprattutto al cuore, alla mente, susciti emozioni. 
La cosa che più mi piace della scrittura è che rimane. Un domani che avrò terminato il mio passaggio qui, sapere che qualcosa di me rimarrà nonostante la mia assenza, è la risposta. Le mie parole, i miei pensieri, le mie emozioni rimarranno impresse ed indelebili, potranno attraversare il tempo e lo spazio, passando di mano in mano e di luogo in luogo: magari! Una testimonianza importante. Questo voglio: esserci sempre, anche dopo. 


Sento che devo sbocciare, non so come e quando ma sento che lo farò. Devo trovare solo il modo. E’ come avere tutti gli ingredienti per fare i biscotti ma non sai che ricetta seguire e una volta che la scegli devi cominciare ad impastare e inizi ad ottenere un impasto sbricioloso che a stento riesci ad amalgamare. Ma dopo tanta fatica fa capolino una sostanza più definita, lineare, unita: sta prendendo corpo la tua strada. Io penso di avere gli strumenti ma non so come usarli, o almeno, non ho ancora avuto l’occasione di usarli veramente, restano in attesa del giusto momento. Penso che saprò quando arriverà e non mi porrò nemmeno troppe domande, seguirò il mio istinto e andrò avanti decisa, consapevole. 
Scrivere non è così facile. Uno può avere il talento ma senza un minimo di studio non vai da nessuna parte. Bisogna affinare, approfondire, elevare, migliorare, imparare, sbagliare. Il foglio bianco, vuoto, fisso, fa paura a tutti. Un primo momento di silenzio in cui non appena scatta la scintilla c’è il via libera e le parole cominciano a scivolare una dietro l’altra componendo lo scritto. 
Vorrei scrivere un romanzo, un racconto, ma da dove inizio? Come tirare fuori un’idea originale, un qualcosa che non sia già visto e usurato, che interessi veramente i lettori e catturi la loro attenzione? Le possibilità di racconto sono infinite e farle incastrare per bene non è per niente facile, uno rischia di perdersi. Ho sempre pensato allo scrivere un romanzo come a un progetto architettonico: una struttura complicata in cui tutto è perfettamente al proprio posto in armonia col resto. 
Riuscirò mai nell’impresa…? Alla prossima puntata.



martedì 17 luglio 2012

Il pensiero crea


L’unica cosa che creiamo è il pensiero. Una materia che vive in noi e si genera di continuo. La mente è l’unico prodotto umano culturale che viene creato; le emozioni sono l’unico prodotto naturale, istintivo creato dall’uomo. 

Ho pensato al principio di Lavoisier relativo alla materia “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Ho ripercorso tutti gli elementi, cose, prodotti, esseri viventi che sono presenti sulla terra. Tutto davvero né si crea, né si può distruggere ma semmai si forma, si combina, si origina da elementi preesistenti che non possono essere distrutti. L’acqua si genera sempre per combinazione chimica dai suoi elementi costituenti. L’embrione si genera dalle cellule femminili e maschili. Le piante nascono da semi nella terra. Ogni oggetto, materiale, è ottenuto secondo processi di elaborazione, assemblamento, ecc. 

L’unica cosa che davvero possiamo creare sono i pensieri e le emozioni. Di che cosa sono fatti? Nessun elemento potrei mai prendere sulla terra per crearli. Si tratta di un potere cognitivo e sensoriale invisibile ma esistente che si genera continuamente da quando l’uomo esiste, vive e si evolve su questa terra. 


Pensieri ed emozioni sono suscitati da fattori esterni o interni tangibili ed intangibili. In questo ultimo caso la mente diventa allo stesso tempo causa ed effetto, in grado di provocare pensieri ed emozioni a partire da se stessa. La mente è la grande potenza creativa dell’uomo. La mente, il pensiero, l’emozione, creano, esistono. “Cogito ergo sum” diceva Cartesio e aveva ragione. Penso dunque esisto ma il suo paradigma si limita a questo e non va oltre. Non sappiamo quale grande e stravolgente strumento abbiamo nelle nostre mani, anzi, nelle nostre menti…

E’ stato dimostrato che anche alcune specie di animali siano in grado di pensare, elaborare ragionamenti, pensieri ed avere emozioni. Ogni essere vivente dotato di mente sviluppata, pensante, autocosciente, è un potenziale creatore… 


lunedì 16 luglio 2012

Pensieri sparsi in caduta libera

Mi è sempre presa una voglia di scrivere e pensare quando viaggio verso Torino o quando aspetto il pullman per tornare in stazione e prendere il treno. Mi viene una strana ispirazione che devo soddisfare e allora scrivo pensieri.


Tutti cadiamo, inciampiamo nelle debolezze umane che ci sono proprie, anche le più elevate personalità lo fanno, la loro grandezza sta nel riconoscerlo.

Sentirsi come un sacchetto di plastica perso per strada e sballottato dal passaggio delle macchine.

Si leggono storie nei mozziconi lasciati al bordo dei marciapiedi, alla fermata del tram, fuori da un bar. Ultime boccate date veloce, ritrovo serale, bivacco apatico.

Pensieri come stelle, brillano in alto nell’oscurità. Emergono nella nostra mente. Possono brillare per anni senza spegnersi, come i ricordi. O si spengono diventando inerti. 

Chissà quanti sentimenti, sensazioni, non hanno nome. 


Guardo fuori dal finestrino. Gli occhi si posano su immagini, ripercorrono le stesse insegne, gli stessi negozi, le persone sui marciapiedi. Coppie in macchina che si scambiano un bacio al semaforo. 
Come un’ osservatrice nascosta scruto la vita degli altri, la città, il cielo e penso… Un pensiero dietro l’altro, scivolano veloci, passo dal ricordo al futuro. E’ un attimo. Un breve viaggio non solo verso la stazione. Calarsi dentro per poi riemergere.  
La prossima è la mia. Prenoto. Scendo. Mi aggiungo al fiume di persone che va ai binari. Il tabellone non segna ancora il mio treno. Mi guardo intorno e per ingannare il tempo faccio quello che mi riesce meglio: osservo. 
Ogni volta scopro particolari diversi.