martedì 9 aprile 2013

IMPARARE UNA LINGUA STRANIERA GRATIS

Avete intenzione di imparare una lingua straniera o approfondire il vostro livello di conoscenza?
Non servono valanghe di soldi ma soltanto la voglia di mettersi all'opera.



Una cosa che può aiutare è sicuramente guardarsi film, serie tv, video, nella lingua straniera interessata, possibilmente con sottotitoli. In questo modo la comprensione diventa sempre più fluida.

Allenate non soltanto la comprensione attraverso l'udito ma anche tramite la lettura, leggete più che potete, qualsiasi cosa. Imparerete molti vocaboli, sfumature di significato e le varie corrispondenze fra parole e lingue diverse.

Dulcis in fundo un consiglio recente perchè lo è la scoperta che ne ho fatto.
Esistono delle communities online dedicate proprio a chi vuole imparare o studiare meglio una lingua straniera. In queste comunità virtuali ci sono persone da tutto il mondo disposte a parlare nella loro lingua madre aiutando gli altri ad impararla.
Ogni sito ha un funzionamento diverso, quelle che sto frequentando sono Palabea e Verbling.
Nella prima si crea un profilo molto spartano con lingua madre e lingua che interessa imparare e quella che si è disposti ad insegnare, poi si seguono le varie palabee che vengono distinte per argomenti, in questo modo si possono trovare utenti appassionati degli stessi argomenti con cui dialogare.
Nella seconda community ci sono delle class virtuali tenute da alcuni maestri, ogni sessione ha un argomento e scopo diverso. Potete consultare il programma delle varie lezioni in tempo reale e aggiungervi a una classe per seguire la lezione.Vi consiglio, però di iscrivervi subito all'inizio perché poi è impossibile accedervi, potrete sempre ascoltare la lezione senza partecipare. Potrete anche accedere alle varie lezioni registrate, infatti l'applicazione vi chiede di acconsentire alla registrazione perchè le lezioni si svolgono in videochat (potete attivare anche soltanto il microfono).

Vi consiglio di provare l'esperienza di queste communities perché penso che siano un modo efficace per cercare di apprendere una lingua straniera, mal che vada vi sarete fatti degli amici!


lunedì 8 aprile 2013

ANTOLOGIA "365 RACCONTI SULLA FINE MONDO" DELOS BOOK

L'anno scorso ho partecipato, senza troppe pretese, a un concorso letterario lanciato su un forum.
Mi convinse una compagna di università. Non c'era alcuna quota di partecipazione da versare e allora perché no?
Il concorso selezionava racconti brevi, max 2000 battute, che avessero come argomento la fine del mondo, in pendant con la martellante profezia dei Maya sulla prossima fine del mondo.

Mandai un primo racconto che fu scartato. Ne mandai un secondo, stesso copione. Non c'è due senza tre così mandai una seconda versione del secondo racconto: fu la volta buona.
Il titolo è un po' singolare ma è comprensibile leggendo il racconto: "Violatrice seriale".
I racconti selezionati, 365, sono stati raccolti nell'antologia edita da Delos Book, 365 racconti sulla fine del mondo.




VIOLATRICE SERIALE

Non riuscivo a dormire. Mi rigiravo nel letto fra sogno e veglia. Nella mente pensieri indisciplinati. Un’agitazione improvvisa e crescente mi assaliva. Profumo di disgrazia.
Mi alzai stanca e nervosa, vidi il cielo grigio rigare il vetro di pioggia.
Da sempre ero quella strana in famiglia. Sapevo senza conoscere, vedevo senza essere testimone. Avevo un dono, ne avevo molti. Imparai a conviverci, a dominarli. Potevo viaggiare tra le dimensioni, scorrere le mie vite passate, prevedere eventi futuri.
La pioggia aveva smesso. Uscii a fare due passi. In strada c’era il delirio. Gente che correva, urlava, piangeva. Erano tutti disperati. In attesa…
L’umano ha un potenziale che nemmeno immagina. Tutti hanno poteri ma li soffocano.
Conoscevo l’inizio della fine, ne avevo vissuto stralci ed ero tornata aspettandola una seconda volta.
Per secoli l’uomo aveva operato inconsciamente attraverso quegli stessi poteri che non ho rinnegato. Violando come una stalker le leggi del tempo e dello spazio avevo incrinato l’equilibrio cosmico.
L’ora è giunta, il vaso di Pandora è traboccato. Sentivo un peso grande come la Terra. Rea di aver giocato a fare il Dio manipolando il creato.
Rimasi impassibile, paralizzata, inerte. Lacrime gelide bagnavano il viso. Volevo chiedere scusa. Ma tu che leggi cosa ne sai, vivi nel tuo mondo. Sono io qui a vivere questo casino.
Le dimensioni stavano collassando. Il giorno e la notte dividevano lo stesso cielo. Passato presente e futuro si confondevano. Gli stessi spazio e tempo erano ormai privi di logica.
Come ogni cosa era iniziata ora finiva: era il caos, quello primordiale. Un contrappasso feroce e inarrestabile. Mi sentivo smaterializzare, andare, perdere. Un enorme capogiro sensoriale mi strappava da quel mondo che fino a poco fa era mio.
Pochi istanti. Un boato. Il buio. Poi il nulla.
Dov’era finito tutto? Dov’erano finiti tutti, dov’ero io? Eravamo ancora o siamo o saremo?
Forse non siamo mai stati e tutto era una pura illusione.

Spero che il racconto sia di vostro gradimento. 
Se capitate nel mio blog e leggete lasciate pure un commento.
Grazie se dedicherete del tempo al mio racconto.
Lidia Modena

lunedì 25 marzo 2013

AUTOPRODUZIONE DI COSMETICI







L'autoproduzione di cosmetici: direi questa sconosciuta perchè la maggior parte delle persone quando sente pronunciare tali parole non ha la minima idea di che cosa si tratti.
Facevo anche io parte di queste persone fino a un anno fa.
Tutto cominciò all'ultimo anno di università. Una mia compagna si interessava di cosmetici naturali & co., mi parlò appunto dell'autoproduzione di cosmetici, in gergo dello "spignattamento". Non ci feci troppo caso, anzi ero molto diffidente, del resto come spesso si fa riguardo a cose che non si conoscono.
Fu un incontro a scoppio ritardato il mio con lo spignattamento. A piccoli passi iniziai a documentarmi, cercare, conoscere, sapere. Cominciai a frequentare forum del settore, iscrivermi a canali su YouTube, seguire blog. La mia curiosità cresceva sempre di più e di colpo mi si aprì davanti agli occhi un mondo nuovo. Capii che molti dei prodotti in commercio contengono sostanze dannose, i nomi sono ingannevoli (crema naturale all'acido ialuronico che di quest'ultimo non ha niente) e simili. A questo proposito potete trovare il biodizionario nel forum di saicosatispalmi e fare una prova con un prodotto cosmetico che avete in casa: troverete un sacco di ingredienti a pallino rosso... D'impatto ebbi una consapevolezza diversa che prima di allora ignoravo totalmente. Incominciai a capire che spesso viviamo nell'inconsapevolezza e la curiosità è l'unica salvezza. Documentarsi, scoprire, capire, conoscere.
Così fui iniziata allo spignattamento e ora sono qui.

Ho ordinato le prime materie prime per realizzare i cosmetici più semplici con cui gli spignattori in erba cominciano (burrocacao, struccante bifasico, tonico, ecc.). Ora faccio attenzione agli inci dei prodotti in commercio e cerco di evitare le sostanze più dannose (petrolati, parabeni, siliconi, ecc.).
Certo non è una passeggiata passare all'ecobio o comunque a prodotti simil naturali, anche perché siamo abituati alla resa di prodotti diversi, non abbiamo il tempo o la pazienza di produrli. Io ci ho provato e ci provo tuttora. Quando ne parlo molti mi guardano storto, un po' come facevo io con la mia compagna di università.
Da qui la mia esplorazione nel mondo green si è allargata e mi ha condotto a pormi domande su anche altri aspetti come l'ecosostenibilità della produzione, l'impatto sull'ambiente, il riciclo.

Alla base dello spignatto non c'è soltanto la volontà di evitare sostanze dannose ma anche quella di riutilizzare perché si conservano contenitori di altri cosmetici per fare i propri, poi di personalizzare poichè ci si può realizzare un prodotto su misura, inoltre si risparmia perché molti prodotti cosmetici sono venduti a prezzi esagerati, soprattutto in confronto al quantitativo di sostanze funzionali e materie prime impiegate.

Questo post è per dirvi di aprire gli occhi e conoscere, porvi domande, sperimentare, sapere.
Se vi ho inicuriosito vi consiglio di visitare:

il forum di Lola
il blog del calderone alchemico
il forum di saicosatispalmi
canale youtube di carlitadolce
canale youtube di Nife cosmetici
       


lunedì 25 febbraio 2013

SITUAZIONE EDITORIA ITALIANA



Scrivo esasperata dalla ormai quotidiana normalità in cui il sistema editoriale stagna sempre di più.

Sono una giornalista pubblicista che ha collaborato per diverso tempo con diversi editori per alcune riviste dedicate ai teenagers. Ad oggi, come anche altre persone, sto ancora aspettando pagamenti che sarebbero dovuti arrivare ormai da molto tempo, senza contare i mostruosi ritardi dei pagamenti precedenti.
Ho lavorato, consegnato i pezzi nei tempi prestabiliti, ho messo impegno e volontà in ciò che ho fatto per essere ripagata con una truffa che si perpetua ormai ogni giorno in diversi giornali.
Questi prodotti editoriali continuano ad uscire sfruttando la volontà di giornalisti, professionisti, freelance e praticanti, senza che nessuno e niente li fermi.
Questa è la realtà italiana.
Alcuni giornali prenderebbero anche sovvenzioni statali.

Bisogna scrivere nella speranza di essere pagati, nella speranza che il lavoro svolto venga degnamente riconosciuto, anzi mi correggo, che venga riconosciuto perché degnamente non penso sia possibile visto che ogni pezzo viene pagato una vera e propria miseria.
Questo cosa comporta? Declassamento professionale su tutti i livelli, povertà di contenuti, arrabattamento di idee e articoli giusto per "uscire", riciclo di giornalisti usa-e-getta che vengono rimpiazzati di continuo, rincorrendo un'asta al ribasso.

E' giusto che i lettori che comprano tali giornali siano consapevoli che leggono il frutto di una truffa che viene costantemente perseguita ai danni dei giornalisti.
Chiedo a chi si trovasse nella mia situazione di parlare, farsi sentire, esigere i propri diritti, perché una voce solitaria fa meno paura di una collettiva!!

Ho da poco risolto una questione con uno di questi sedicenti editori rivolgendomi alla Stampa Subalpina, sindacato per i giornalisti piemontesi. Ho inviato una raccomandata con sollecito di pagamento e ho ricevuto l'accredito da tanto atteso. Vi invito a rivolgervi ad enti, associazioni, agli ordini delle vostre regioni e anche al presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, Enzo Iacopino, che si è mostrato molto disponibile e sensibile riguardo la situazione.

Lidia Modena





mercoledì 9 gennaio 2013

R.i.p. Carolina


La vicenda della giovane ragazza suicida di Novara mi ha lasciato sconvolta.
Non soltanto per l'estremo gesto che ha compiuto ma soprattutto per le condizioni che l'hanno spinta a farlo o che hanno contribuito perchè accadesse.
Le parole sono come pietre così come le voci, i pregiudizi, le calunnie...
Un vortice di invidia, vendetta, gelosia e frustazione che colpisce in modo meschino e fa centro in chi è più fragile.
La cosa veramente sconvolgente è che la gente non si rende conto di questo, gioca pesante sopravvalutando la cosa, pensando di stare soltanto "scherzando". C'è diseducazione alla sensibilità, c'è un impoverimento di empatia.
Poco tempo fa è successo un fatto simile a Roma, dove un giovane ragazzo si è suicidato perchè gay e preso in giro.
Il bullismo si è evoluto e ora ha altre armi a disponizione, virtuali, come la piazza di Internet e i social network. Strumenti geniali e utili quanto deleteri. Un'anima fragile che già sopporta situazioni difficili e vive un momento particolare della propria esistenza come lo è l'adolescenza, non ce la fa, soccombe.
Pesiamo le parole, che possano essere soprattutto strumento d'amore, cultura, informazione, riflessione e non soltanto di cattiveria.
Sii una bellissima anima Carolina.

mercoledì 21 novembre 2012

VIVERE LEGGERI

Ho letto l'altro giorno un articolo su La Stampa in cui si parlava del vivere "leggero".
Rempiamo la nostra vita non soltanto di cose che a lungo andare risultano inutili e accatastate a prendere polvere, spesso tendiamo ad accumulare anche relazioni sterili, a comprimere il tempo stressandoci.
La soluzione? Liberarsi, fare spazio, buttare, ordinare, pulire, dentro e fuori di noi.
Spesso quello che ci trattiene dal liberarci di una cosa è un fattore psicologico, classifichiamo alcune cose associandole a ricordi, belli o brutti che siano. 
Per quanto riguarda le relazioni, ci accorgiamo tardi di quanto in realtà molte di esse siano soltanto rumore in mezzo a pochissima musica e allora meglio eliminarle, ci guadagneremo in umore e qualità.
Viviamo in una società che genera bisogni che non esistono, desideri progettati e diffusi ad hoc per indurci a comprare cose e convincerci di non poterne fare a meno.
Di solito chi ha voglia d'ordine non vuole soltanto quello fisico, tangibile, vuole anche quello interiore. Possedere meno cose ma necessarie genera relax e allontana lo stress. Aprire l'armadio e vedere una giusta quantità di cose ci assicurerà che le indosseremo tutte mentre ora, sicuramente, l'80% di quello che abbiamo non viene indossato.
Il momento dell'acquisto gratifica ma ci chiediamo sempre: "quella cosa mi serve davvero?".
La filosofia del vivere leggeri non è facile da seguire, molti la estremizzano scegliendo un lavoro in campagna dopo averne lasciato uno in città.
Alcuni ritengono che si possa benissimo vivere con 100 cose, una bella sfida oggi.
Fare ordine nella vita materiale è anche lo specchio di quella interiore e sociale: chi ha voglia d'ordine spesso è alla ricerca di qualcosa che pensa perduto, qualcosa che non trova o semplicemente ha voglia di pulizia in tutti i sensi, scrollarsi relazioni stantie, vecchi ricordi o ritagliarsi dei momenti di silenzio immergendosi nella solitudine come un asceta metropolitano.



giovedì 15 novembre 2012

SULLA STRADA



Avete presente quella sensazione che ti dice "Stai facendo questo ma non è la tua strada?", ecco io mi trovo tipo in una grande stazione, sono su un treno in corsa ma ad ogni fermata vedo dal finestrino molti altri binari e penso di non essere sul treno giusto, devo aspettare la mia fermata... 

So di essere in attesa, so anche che chi deve sbocciare prima o poi lo farà.