mercoledì 9 gennaio 2013

R.i.p. Carolina


La vicenda della giovane ragazza suicida di Novara mi ha lasciato sconvolta.
Non soltanto per l'estremo gesto che ha compiuto ma soprattutto per le condizioni che l'hanno spinta a farlo o che hanno contribuito perchè accadesse.
Le parole sono come pietre così come le voci, i pregiudizi, le calunnie...
Un vortice di invidia, vendetta, gelosia e frustazione che colpisce in modo meschino e fa centro in chi è più fragile.
La cosa veramente sconvolgente è che la gente non si rende conto di questo, gioca pesante sopravvalutando la cosa, pensando di stare soltanto "scherzando". C'è diseducazione alla sensibilità, c'è un impoverimento di empatia.
Poco tempo fa è successo un fatto simile a Roma, dove un giovane ragazzo si è suicidato perchè gay e preso in giro.
Il bullismo si è evoluto e ora ha altre armi a disponizione, virtuali, come la piazza di Internet e i social network. Strumenti geniali e utili quanto deleteri. Un'anima fragile che già sopporta situazioni difficili e vive un momento particolare della propria esistenza come lo è l'adolescenza, non ce la fa, soccombe.
Pesiamo le parole, che possano essere soprattutto strumento d'amore, cultura, informazione, riflessione e non soltanto di cattiveria.
Sii una bellissima anima Carolina.

mercoledì 21 novembre 2012

VIVERE LEGGERI

Ho letto l'altro giorno un articolo su La Stampa in cui si parlava del vivere "leggero".
Rempiamo la nostra vita non soltanto di cose che a lungo andare risultano inutili e accatastate a prendere polvere, spesso tendiamo ad accumulare anche relazioni sterili, a comprimere il tempo stressandoci.
La soluzione? Liberarsi, fare spazio, buttare, ordinare, pulire, dentro e fuori di noi.
Spesso quello che ci trattiene dal liberarci di una cosa è un fattore psicologico, classifichiamo alcune cose associandole a ricordi, belli o brutti che siano. 
Per quanto riguarda le relazioni, ci accorgiamo tardi di quanto in realtà molte di esse siano soltanto rumore in mezzo a pochissima musica e allora meglio eliminarle, ci guadagneremo in umore e qualità.
Viviamo in una società che genera bisogni che non esistono, desideri progettati e diffusi ad hoc per indurci a comprare cose e convincerci di non poterne fare a meno.
Di solito chi ha voglia d'ordine non vuole soltanto quello fisico, tangibile, vuole anche quello interiore. Possedere meno cose ma necessarie genera relax e allontana lo stress. Aprire l'armadio e vedere una giusta quantità di cose ci assicurerà che le indosseremo tutte mentre ora, sicuramente, l'80% di quello che abbiamo non viene indossato.
Il momento dell'acquisto gratifica ma ci chiediamo sempre: "quella cosa mi serve davvero?".
La filosofia del vivere leggeri non è facile da seguire, molti la estremizzano scegliendo un lavoro in campagna dopo averne lasciato uno in città.
Alcuni ritengono che si possa benissimo vivere con 100 cose, una bella sfida oggi.
Fare ordine nella vita materiale è anche lo specchio di quella interiore e sociale: chi ha voglia d'ordine spesso è alla ricerca di qualcosa che pensa perduto, qualcosa che non trova o semplicemente ha voglia di pulizia in tutti i sensi, scrollarsi relazioni stantie, vecchi ricordi o ritagliarsi dei momenti di silenzio immergendosi nella solitudine come un asceta metropolitano.



giovedì 15 novembre 2012

SULLA STRADA



Avete presente quella sensazione che ti dice "Stai facendo questo ma non è la tua strada?", ecco io mi trovo tipo in una grande stazione, sono su un treno in corsa ma ad ogni fermata vedo dal finestrino molti altri binari e penso di non essere sul treno giusto, devo aspettare la mia fermata... 

So di essere in attesa, so anche che chi deve sbocciare prima o poi lo farà.




martedì 13 novembre 2012

LEGGERE


Quando mi scatta qualcosa è finita, inizio e non mi fermo più.
Penso, rimango titubante, rimando, poi ci ripenso.
In questi anni di studio universitario, e anche nei precedenti, ho dovuto leggere libri che non rispondevano a un mio interesse ma a un obbligo. Ovviamente molti di questi libri si sono dimostrati interessanti, utili e dei classici. Molti altri solo una perdita di tempo.
Ho deciso di recuperare tutti i libri "persi" in questi anni e dedicarmi a una lettura motivata dal piacere e gusto personale.
L'appuntamento serale con la lettura mi piace: un incontro piacevole, raccolto vicino alla flebile luce del comodino e il tepore del letto. 
Di giorno la lettura non ha lo stesso "gusto", certo leggo i giornali di cronaca e informazione, articoli su Internet ma la lettura, quella dei libri, la lascio per la sera.
Ho voglia di spaziare con la mente, viaggiare, vedere posti lontani, culture diverse, spiare situazioni, scoprire personaggi e caratteri, Paesi, ...
Riscoprite il piacere della lettura, voletevi bene e nutrite la vostra mente.

 

lunedì 12 novembre 2012

IN CERCA

Mi sono accorta ora di aver pubblicato l'ultimo post il 17 agosto.
Penso che la scrittura si debba misurare non con la quantità ma con la qualità, infine, soprattutto con l'ispirazione, quindi mi perdonerà il mio blog se lo trascuro un po' e non pubblico frequentemente post.
Sento di essere in cerca, avverto una prepotente sensazione che continua a dirmi: "sei in cerca di qualcosa, di una strada, di un'occasione...".
La conoscete quella sensazione?


Io l'ho sentita tante volte.
Dicono che in questi casi bisogna chiedere all'universo e...ti sarà dato.
Attiriamo a noi ciò che desideriamo o le circostanze per realizzarlo.
Io sento di dover sbocciare ma non so dove, quando e perchè, lo sento e basta.
E' una forza più forte di me alla quale sento il bisogno di ubbidire.
E così faccio, restando in attesa...


venerdì 17 agosto 2012

IL Museo dei suoni dimenticati


Vi ricordate ancora il suono di una VHS che entra nel registratore? O quello del lettore cd portatile? All'edizione del Tg2 di oggi, subito dopo pranzo, fa capolino una notizia davvero singolare e divertente che renderà felici i nostalgici.
Un giovane studente americano, Brendan Chilcutt ha raccolto in un sito i suoni, ormai vecchi e quasi dimenticati, caratteristici della prima rivoluzione tecnologica. 
Nel sito del Museum of Endangered Sounds, savethesounds.info, in continuo aggiornamento, grazie anche ai contributi di utenti di tutto il mondo, si possono trovare fra i tanti, la suoneria del Nokia 3210, il tetris del Game Boy, il suono d'avvio di Windows 95 e molti altri che susciteranno un poco di malinconia in chi ha usato queste tecnologie. 
La galleria virtuale mostra le foto corrispondenti ai suoni delle tecnologie ospitate, basta cliccare su ognuna per sentirne il suono e ricliccare per stopparlo. Ma il progetto non finisce qui. Infatti verrà finanziato da associazioni e gruppi di appassionati del settore e sarà accessibile al pubblico dal 2015.



giovedì 16 agosto 2012

ESERCIZI DI SCRITTURA CREATIVA

Mettendo in ordine camera mia ho ritrovato un libro che ormai ero rassegnata ad aver perso: "Manuale di scrittura creativa". Felicissima ho cominciato a leggerlo. Propone anche esercizi da svolgere.
 Ecco il primo:

Scrivete una cartella sulla vostra motivazione a esercitarvi nella narrazione. Spiegate a voi stessi perché desiderate raccontare qualcosa a qualcuno. Perchè non l'avete fatto fino ad oggi, e se l'avete fatto, cosa ancora non vi convince e vi mette in difficoltà. 

Ecco quello che è uscito fuori:


Ho sempre avuto una predisposizione alla comunicazione, in qualsiasi forma. A scuola i temi mi uscivano dalla penna come i respiri che ogni giorno faccio per vivere: naturali. La lingua, la scrittura, le parole, mi hanno sempre affascinato e continuano a farlo. Ognuno di noi ha una vocazione, piccola o grande, la mia penso che sia quella di scrivere. 
Sono giornalista quindi abituata a stilare testi anche in tempi brevi e nelle più disparate situazioni. Scrivere articoli, comunicati stampa, recensioni, ecc. è già un buon allenamento ma non bisogna stare sugli allori. All’università prendevo appunti, poi a casa, in vista degli esami, facevo riassunti. Insomma sono sempre rimasta in “allenamento” non soltanto con la scrittura ma anche con la lettura, elemento necessario per coltivare e alimentare la “mano”. Curo anche un blog, insomma più o meno, mi dimentico sempre di aggiornarlo e quando lo faccio magari pubblico tre post di fila. 
Non è facile dire perché vorrei raccontare qualcosa a qualcuno. Dipende che cosa. Gli articoli contengono sempre informazioni, suggerimenti, insomma elementi che possono essere utili o interessanti per chi legge. Racconti e romanzi sono un’altra storia. Attraverso essi parli non soltanto agli occhi di chi legge ma soprattutto al cuore, alla mente, susciti emozioni. 
La cosa che più mi piace della scrittura è che rimane. Un domani che avrò terminato il mio passaggio qui, sapere che qualcosa di me rimarrà nonostante la mia assenza, è la risposta. Le mie parole, i miei pensieri, le mie emozioni rimarranno impresse ed indelebili, potranno attraversare il tempo e lo spazio, passando di mano in mano e di luogo in luogo: magari! Una testimonianza importante. Questo voglio: esserci sempre, anche dopo. 


Sento che devo sbocciare, non so come e quando ma sento che lo farò. Devo trovare solo il modo. E’ come avere tutti gli ingredienti per fare i biscotti ma non sai che ricetta seguire e una volta che la scegli devi cominciare ad impastare e inizi ad ottenere un impasto sbricioloso che a stento riesci ad amalgamare. Ma dopo tanta fatica fa capolino una sostanza più definita, lineare, unita: sta prendendo corpo la tua strada. Io penso di avere gli strumenti ma non so come usarli, o almeno, non ho ancora avuto l’occasione di usarli veramente, restano in attesa del giusto momento. Penso che saprò quando arriverà e non mi porrò nemmeno troppe domande, seguirò il mio istinto e andrò avanti decisa, consapevole. 
Scrivere non è così facile. Uno può avere il talento ma senza un minimo di studio non vai da nessuna parte. Bisogna affinare, approfondire, elevare, migliorare, imparare, sbagliare. Il foglio bianco, vuoto, fisso, fa paura a tutti. Un primo momento di silenzio in cui non appena scatta la scintilla c’è il via libera e le parole cominciano a scivolare una dietro l’altra componendo lo scritto. 
Vorrei scrivere un romanzo, un racconto, ma da dove inizio? Come tirare fuori un’idea originale, un qualcosa che non sia già visto e usurato, che interessi veramente i lettori e catturi la loro attenzione? Le possibilità di racconto sono infinite e farle incastrare per bene non è per niente facile, uno rischia di perdersi. Ho sempre pensato allo scrivere un romanzo come a un progetto architettonico: una struttura complicata in cui tutto è perfettamente al proprio posto in armonia col resto. 
Riuscirò mai nell’impresa…? Alla prossima puntata.