giovedì 27 ottobre 2011

SE LUI TI DA' IL 2 DI PICCHE...

SE LUI TI DA’ IL 2 DI PICCHE


Far capire ad un ragazzo che ti piace sembra facile ma arrivate ai fatti, poi, ci si paralizza e si rischia di fare pasticci. Vediamo insieme le strategie da applicare e come non disperarsi ma reagire dopo un, eventuale, suo rifiuto.

Hai puntato un ragazzo veramente carino che ti piace ma non sai come fargli capire che ti interessa... Niente paura non c’è bisogno di dirlo direttamente, puoi inviargli dei “segnali” senza esporti troppo e senza, soprattutto, fargli vedere che sei cotta. Se proprio non “recepisce il messaggio” passa alla parola e a segnali più diretti ma prima di agire sonda il terreno e osserva le sue reazioni. In questo modo non ti butti a pesce ed eviti di suscitare imbarazzo nel caso in cui le cose non andassero nel modo sperato… La cosa più importante è riuscire a catturare la sua attenzione. Vediamo insieme alcune astuzie che puoi mettere in atto!

Primi step!

Evita di mostrarti troppo insicura o a disagio in sua presenza. Prova a metterti in gioco ma senza esagerare: ricorda che i ragazzi amano conquistare quindi non aggredire il ragazzo che ti piace! Cerca di catturare il suo interesse in modo graduale facendo “parlare” soprattutto sorriso e occhi: due mosse vincenti quando sei nel pallone e non sapresti come iniziare una conversazione con lui!

Cerca di scoprire quali sono i suoi interessi e se avete dei punti in comune, quando capita l'occasione di scambiare quattro chiacchiere, prova a portare la conversazione su quegli argomenti dove ci potrebbe essere subito un'intesa. Mostrati disponibile, ma non troppo, devi cercalo ma il giusto! Quando sarà lui a cercarti non mostrarti troppo felice per il suo interesse, assumi sempre un atteggiamento un po' misterioso e distaccato, non mostrare tutto di te.

Quando avrai stabilito con lui una sorta d'amicizia e maggiore confidenza, cerca di capire le sue intenzioni stuzzicandolo un po'... Hai a disposizione diverse strategie. Punta sul linguaggio del corpo ma ricordati di non trascurare mai il cervello! Niente rende una ragazza più sexy di quanto mostrarsi intelligente e sicura senza mai sfociare nell'arroganza.

Se ti parla delle sue cose, dei suoi interessi, di quello che fa ascoltalo mostrandoti interessata. Anche i ragazzi sono un po' vanitosi, amano essere al centro dell'attenzione ed essere ascoltati. Il dialogo è un'arma vincente perché puoi carpire molte informazioni su di lui e in questo modo cercare di capirlo meglio ed entrare in sintonia con lui.

I segnali da inviargli...

· Ricerca un “contatto fisico”: scontro “casuale”, stretta di mano, un abbraccio, una mano sulla spalla o sul fianco...

· Quando ha lo sguardo altrove e poi lo “incroci” guardalo

· Sorridigli

· Fagli un complimento

· Ricerca la sua presenza

· Se ti capita fagli un favore

· Se siete in gruppo parla di più con lui

· Siediti vicino a lui se puoi

· Stuzzicalo in modo giocoso

· Fagli domande su di lui, su cosa fa, di cosa si interessa

Alla fine non ci sono regole ben precise per far capire ad un ragazzo che ti piace. La strada migliore da seguire è quella che sente il tuo cuore. Fatti guidare anche un po' dall'istinto ma ricordati una regola fondamentale: non far capire mai del tutto le tue intenzioni se no saresti troppo scontata e prevedibile! Inoltre se apri il tuo cuore troppo in fretta e in modo deciso ad una persona che non è ancora pronta a riceverlo rischi di farla allontanare, quindi agisci sicura ma con calma!

SE LUI TI DA’ IL DUE DI PICCHE

Ok gli hai inviato tutti i segnali possibili immaginabili ma non coglie? Allora forse occorre essere più diretta ma senza mostrarti aggressiva altrimenti se la darà a gambe. Oppure ha colto ma non gli interessi e ti ha rifilato un due di picche? E' normale che tu abbia una delusione ma non abbatterti e deprimerti se non è andata come speravi. Non far sprofondare la tua autostima negli abissi più bui e soprattutto non consolarti con schifezze davanti al tuo telefim preferito! Ci sono tantissimi ragazzi nel mondo, ne conoscerai molti altri e tantissime altre occasioni capiteranno. Magari non era destino e non era nemmeno il ragazzo per te...


RITORNA ATTIVA

La tua vita si era concentrata in funzione di questo ragazzo e magari avevi tralasciato interessi, impegni o altro per corrergli dietro e i tuoi pensieri alla fine erano sempre rivolti a lui. E' ora di darci un taglio e “disintossicarti”, esci, fai nuove amicizie, divertiti, dedica tempo a te e alle tue passioni, ai tuoi amici. Non permettere ad un ragazzo di rintanarti nel tuo angolino della depressione e privarti di tante cose belle! Tu sei unica e diversa da tutte le altre e troverai la persona che saprà riconoscerlo quando meno te lo aspetti. Non stare a cercare il tuo lui, potrà arrivare senza dargli la caccia!


GUARDATI INTORNO

Mentre eri tutta intenta ad avere gli occhi a cuoricino per questo ragazzo, potresti non esserti accorta che altri sguardi, molto interessati a te, non ti mollavano e cercavano di lanciarti gli stessi segnali che tu usavi per conquistare il tuo lui. Girati un po', potresti trovare risvolti interessanti in persone che nemmeno degnavi di attenzione!

Come non deprimersi e reagire. Parla Marina Balbo, psicologa psicoterapeuta, direttore del Centro studi e ricerche Victor Meyer di Asti.

Care ragazze, se è la prima volta quello che serve dirsi è "prima o poi doveva capitare", pertanto dobbiamo considerarlo come un allenamento, un training per rafforzare l'illusione di non poter vincere sempre, dobbiamo imparare a tollerare le frustrazioni. Se ricapita, due possono essere le situazioni: o pensiamo che i ragazzi siano sempre sensibili ai comportamenti seduttivi delle donne (errore culturale), oppure state utilizzando qualche comportamento che spaventa, spesso un atteggiamento troppo esplicito, talvolta allontana, toglie l'antico piacere della conquista maschile, quindi il consiglio è proprio quello della nonna, di osservare, aspettare la prima mossa , per poi (come nella danza) rispondere con passi successivi. Come fare i conti allora con il rifiuto? Tutto dipende da che cosa ci si aspetta dall'atteggiamento seduttivo, pensieri come: io non posso sbagliare, sarebbe terribile se lui mi dicesse di no, le mie amiche mi derideranno e sparleranno di me, non troverò mai più nessuno, sicuramente aumenteranno l'ansia. La necessità di "non poter sbagliare" riduce la sana spontaneità della risposta ad un corteggiamento. Ricordiamoci che il malessere emotivo dipende da quello che pensiamo: stiamo male non per quello che ci succede ma per l'interpretazione che ne diamo; per cui dovete cambiare i pensieri, ridurre l'aspettativa e soprattutto non centrare tutta l'attenzione sugli altri è fondamentale. Io posso piacere non per quello che appaio agli altri, ma per quello che sono, che faccio ogni giorno. Allarghiamo le fonti da cui recuperare autostima come lo sport, i successi scolastici, una bella chiacchierata con un'amica. Ecco un esercizio pratico: raccogliete almeno 3 motivi al giorno per potervi dire “sono stata brava”, sicuramente vi accorgerete che saranno molti più di 3.

Lidia Modena, Young18 N.104 SETTEMBRE 2011

domenica 4 settembre 2011

CALMA E...SANGUE FREDDO!

CALMA E...SANGUE FREDDO!

Sei un tipo che si innervosisce facilmente e perde la pazienza? Mantenere la calma in varie situazioni quotidiane è, a volte, difficile. Per non finire coi capelli dritti ogni volta che inciampi in qualche persona o situazione non proprio piacevole, ecco una piccola guida per gestire la rabbia e vivere più serena.

LE FONTI DI TENSIONE La vita quotidiana è costellata di occasioni in cui si possono perdere le staffe e diventare nervosi come la macchina che ci taglia la strada sulle strisce pedonali, il compagno che salta il suo turno di interrogazione, una persona invadente, le critiche di qualcuno, ecc. Talmente tante che a poco a poco accumuliamo stress e ci perdiamo in serenità. Ne vale davvero la pena? Pensa a questo e poniti altre domande come “La cosa che ora mi fa arrabbiare ha così tanta importanza? Mi farà ancora arrabbiare fra un mese?”. Cerca di dare il giusto peso alle cose e ridimensionale. Comincia a vedere le situazioni con maggiore distacco e senza fare di ogni piccolo problema un dramma.

COME MANTENERE LA CALMA

Ci sono molti modi per imparare a gestire la propria rabbia senza perdere le staffe. Si tratta di un lavoro che, prima di tutto, devi fare su te stessa. Impara a conoscerti e a gestire le tue reazioni.

PENSA Quando capiti in una situazione irritante conta fino a 10, non agire subito d’impulso, frenati e pensa, soprattutto alle conseguenze. Chiediti sempre se la manifestazione della tua rabbia possa davvero risolvere il problema o no, pensa se le tue urla potranno cambiare qualcosa e portare del positivo. Quando si è arrabbiati si dicono spesso cose che non si pensano davvero, ma che vengono pronunciate come provocazione o per ferire l’altro; alla fine il conto si paga, tu sei sicura di volerlo fare? Allontana i pensieri negativi e non cadere in un circolo vizioso fatto di equivoci e mal interpretazioni che generano soltanto rancore. Qualcosa dentro di te arreca disturbo? Pensa se hai delle questioni irrisolte e cerca di elaborarle.

STILE DI VITA Lo stile di vita influisce molto sul nostro equilibrio interiore e sulle relazioni con gli altri. Il tuo è sano ed equilibrato? Mantenere un ordine interiore ed esteriore è importante ai fini di riuscire a vivere le cose di tutti i giorni con serenità e con la giusta misura. Cerca di non saltare i pasti ed evita le sostanze eccitanti come caffeina, alcolici, tabacco. Non arrivare sempre all’ultimo a fare le cose, il ritardo genera ansia. Cura l’ambiente in cui vivi, studi, lavori, tienilo in ordine e liberati delle cose inutili, questo ti aiuterà a percepire un clima calmo e sereno. Altra cosa fondamentale è il sonno: quando questo viene a mancare si diventa subito irritabili, un buon sonno è la chiave per riuscire ad essere tranquille e serene per affrontare ogni situazione.

SCARICATI E RILASSATI L’attività fisica è un ottimo rimedio per scaricare tutte le tensioni che abbiamo addosso, inoltre giova all’umore in modo da vedere le cose in un’ottica più positiva. Correre, passeggiare, nuotare sono ad esempio attività che permettono di allontanare le preoccupazioni e sciogliere le tensioni muscolari. Sarai più rilassata e pronta a reagire con più calma. Prova alcuni metodi di rilassamento come le tecniche di respirazione e di massaggio, lo yoga, l’ascolto di musica. Ritaglia dello spazio soltanto per te stessa in cui pensare, calmarti, rilassarti e concederti qualche coccola. Lascia da parte le pressioni e i pensieri, pensa alle tue priorità!


ALTRI CONSIGLI

Gli step precedenti sono soltanto l’inizio di un percorso per gestire il nervosismo e la rabbia. Ora che sei entrata nell’ottica ecco un’altra serie di piccole strategie da mettere in pratica per dire addio agli isterismi.


· Evita di frequentare persone irritanti e nervose perché di riflesso influenzerebbero anche te. Persone calme e serene sapranno darti la giusta influenza per iniziare a reagire con meno irruenza.

· Non angosciarti con pensieri che riguardano il futuro. Quello che vivi è qui e adesso, l’importante è l’ora. Non farti viaggi mentali col risultato di accumulare altra ansia.

· Odio chiama odio. Cerca di non rispondere alle provocazioni, sono fatte apposta per istigare un litigio. Lascia perdere, lasciati scivolare addosso tutte le piccole cose senza darci troppo peso e rispondi con razionalità.

· Ogni tanto prova a fare a meno dell’orologio, del cellulare e di Internet. Sembra una follia ma liberarti da alcuni vincoli farà abbassare il tuo livello di stress levandoti molti pensieri. Provare per credere…

· Non essere perfezionista. Se continui su questa linea ogni cosa che andrà fuori dai tuoi canoni ti renderà nervosa e arrabbiata. Sii meno severa e ci guadagnerai in serenità.

· Addio alle dipendenze. Hai di sicuro già visto un fumatore in astinenza dalle sue amate sigarette: nervoso e impaziente. Quindi basta alle dipendenze che hai sia di tipo materiale che mentale, per sentirti libera e più leggera.

· Esternare le proprie preoccupazioni può essere un modo per abbandonarle. Scrivile e poi leggile, le vedrai sicuramente con occhi diversi e faranno molta meno paura.

Fonte: Top Girl N.157 LUGLIO 2011 Lidia Modena


domenica 10 luglio 2011

CROCIERA LET'S GO!

Chi ha detto che la crociera è solo per famiglie o coppie? Sfatiamo questo luogo comune! Taylor Swift, la bella cantante americana di musica country, ha regalato ai suoi fans un concerto live in una location d'eccezione: l'Allure of the seas, la nave da crociera più grande al mondo, dalle mille meraviglie. La crociera può essere un'alternativa emozionante alla solita vacanza. E se l'ha scelta anche Taylor un motivo ci sarà...

Taylor Swift, la giovane cantante americana quattro volte vincitrice ai Grammy Awards si è esibita il 21 gennaio scorso in un concerto “sul mare”, sulla nave da crociera più grande e rivoluzionaria del mondo: l’Allure of the Seas, nell’Aqua Theatre, un anfiteatro all’aperto con vista sull’oceano. Alla performance live dell'artista hanno assistito anche i 100 vincitori del gioco radiofonico “L’allure di Taylor Swift” che hanno goduto di una vacanza degna di un VIP.

Tutto ciò a dimostrazione che la crociera non è off limits per i giovani, anzi può diventare una vacanza super, cambiando posto ogni giorno, su navi fantastiche, ricche di ogni comfort e tutte da scoprire! Una vacanza a bordo di una nave da crociera sarà un’esperienza indimenticabile da raccontare al tuo ritorno. Potrai condividere momenti emozionanti con i tuoi amici ma conoscere anche tantissime altre persone. La nave si sposta per raggiungere le varie mete ma durante il viaggio in mare il divertimento sarà assicurato e no-stop!

VIAGGIARE IN CROCIERA La crociera offre una splendida vacanza con tutto a portata di “nave”. A bordo sono organizzati spettacoli ed eventi di intrattenimento, party e attività di animazione. Non mancano inoltre piscine e centri ricreativi, spiaggia, pub e discoteche, shopping, ristoranti, locali, palestre, solarium, persino campi da tennis e campi da golf, cinema, casino, centri benessere e stazioni termali, vista mozzafiato e molto altro. Un itinerario davvero cool può essere una splendida crociera sul Mediterraneo. Tra le altre destinazioni più gettonate le crociere sul Nilo e in Grecia ma potete scegliere il pacchetto preferito partendo dalla città italiana più vicina a voi. I servizi che la crociera offre sono disponibili 24 ore su 24 durante tutta la navigazione.

La crociera è il tipo di vacanza più comoda: niente preoccupazioni per coincidenze, né prenotazioni in locali o alberghi. Con la formula all inclusive hai pasti, alloggio, attività a bordo e spettacoli. L'intera nave è a tua completa disposizione, con strutture straordinarie e servizi esclusivi! L'abbigliamento ideale comprende vestiti leggeri di cotone o costumi da bagno e un copricostume. In genere è disponibile un servizio lavanderia così non dovrai portarti l’armadio in valigia! Per la visita delle mete d’escursione andranno bene scarpe comode da ginnastica o da passeggio. E’ consigliabile portarsi dietro almeno una maglia pesante e un impermeabile. Quando arrivi al terminal, tieni i documenti d'imbarco a portata di mano, al check-in dovrai presentarli alla reception insieme ai tuoi documenti d'identità. Il giorno prima dell’arrivo in una città ci sono incontri per illustrare le attrazioni presenti nei vari porti di scalo: approfittane per conoscere il luogo e l'offerta turistica! Ricorda che alcuni Paesi possono essere più “conservatori”: quando lasci la nave un abbigliamento informale sarà rispettoso di altre culture.

OFFERTE E TARIFFE GIOVANI Per i giovani, che solitamente non hanno un budget così elevato, ci sono diverse offerte speciali. Infatti tutte le compagnie offrono saltuariamente dei pacchetti vacanza appositamente creati per i ragazzi (fascia d’età dai 18 ai 34 anni) proponendo percorsi davvero allettanti e sconti ad hoc.

Proposta interessante è la mini-crociera (in genere della durata di 3-4 giorni), adatta per chi non ha molti giorni per il viaggio, un portafoglio discreto e per chi cerca un'idea esclusiva per una vacanza breve ma confortevole. Non mancano anche le crociere low cost che permettono di raggiungere i più bei paesi del mondo con prezzi molto contenuti.

Alcune compagnie sono nate unicamente per offrire crociere pensate soltanto per i giovani. L’obiettivo è quello di offrire crociere secondo un modello flessibile che concede la possibilità di accedere alla crociera in qualsiasi momento e a qualsiasi attracco (il soggiorno minimo sulla nave deve essere di almeno due notti). La nave naviga ogni giorno dall’alba, arrivando in un nuovo porto per l’ora di pranzo. La maggior parte della notte si sta fermi al porto, permettendo così agli ospiti di andare in cerca di locali, fare shopping, divertirsi e visitare il luogo fino a quando la nave non salpa nuovamente.

CROCIERE A TEMA Bye bye classica crociera! Ci sono ormai crociere a tema pensate per i giovani, in grado di soddisfare ogni tipo di hobby e interesse. Le compagnie si sono inventate di tutto e per tutti i gusti: dalle crociere per amanti del ballo, con lezioni di tango e latino americano, a quelle enogastronomiche con cucina biologica, passando per quelle culturali o per i fissati di tecnologia o videogiochi. Si continua con la crociera del fitness e benessere, quella artistica, dalla sportiva a quella musicale alla astrologica o per single. Preparate allora la valigia, tantissime iniziative sono pronte a stupirvi a bordo di navi da sogno che non vi faranno per niente sentire la nostalgia della terra ferma! Le crociere a tema permettono ai loro ospiti di vivere a pieno i propri interessi e passioni ed avere la possibilità di condividerli con altre persone per coniugare la bellezza del relax vacanziero con la possibilità di scegliere l’attività preferita: il massimo da chiedere ad una vacanza. Insomma niente male!

Lidia Modena


Fonte: Top Girl N.153 Marzo 2011

martedì 15 marzo 2011

L'INVIDIA NON E' SOLO FEMMINA


L'INVIDIA NON E' SOLO FEMMINA

L'invidia è un sentimento negativo che divora chi lo sente. Diventa un'ossessione che non lascia vivere sereni. E' anche uno dei sette vizi capitali. Un sentimento davvero cattivo che porta le persone che lo provano a compiere una serie di atti, a volte, anche gravi nei confronti della persona invidiata. Della serie: l'erba del vicino è sempre più verde!

L’invidia è un sentimento antico come il mondo e tipicamente femminile, provato infatti da moltissime donne nei confronti di altre donne: sorelle, sconosciute, persone famose che si trasformano in rivali da neutralizzare. Tutti sono bravi a nasconderla ma pochi ad ammetterla. Può diventare un tarlo che porta astio, rancore, gelosia, rabbia e addirittura odio. Spesso nasce dal pensiero che l'altra persona possa fare ombra ai nostri successi quindi proclamare il nostro fallimento.
 Una sorta di meccanismo di difesa che mettiamo in atto quando ci sentiamo sminuite dal confronto con un'altra persona, sia per quello che è, sia per quello che ha. Svalutando l'altro si pensa di rialzare così la propria autostima ma non funziona in questo modo! Chi soffre d'invidia dovrebbe imparare a capire che il successo, in qualsiasi campo, di un’altra persona non significa un suo insuccesso. Si rischia di finire se no, in un vortice dove ci si pone sempre in termini di paragone con gli altri.

INVIDIA BUONA E CATTIVA

Si possono distinguere due tipi di invidia: “buona” e “cattiva”. L'invidia buona è in un sentimento sempre negativo e lacerante nel vedere qualcuno riuscire dove noi vorremmo, ma senza odio, senza volergli togliere ciò che ha e senza cercare di ostacolarlo. Questo tipo d'invidia può diventare uno stimolo verso l'auto-miglioramento: si cerca di avvicinarsi sempre di più al modello vincente rappresentato dall'altro. L'invidia cattiva è invece fine a se stessa, distruttiva, maligna fino in fondo perché desidera il male, la sfortuna e la definitiva sconfitta dell'odiato rivale. Questo tipo d'invidia porta ad agire in modo da nuocere all'altro, ostacolarlo, screditarlo, insomma gettargli fango addosso.


INVIDIA DELL'AVERE E DELL'ESSERE

Un'altra distinzione è quella fra invidia dell'avere e invidia dell'essere. La prima si concentra sul possesso di cose materiali degli altri come la macchina, i gioielli, il cellulare, ecc. La seconda si concentra sulle qualità, capacità, carattere e personalità che l'altra persona ha e che l'invidiante vorrebbe avere. Si possono così invidiare possessi materiali, bellezza, qualità umane, capacita' intellettive, stile, carriera, studio, famiglia. Insomma tutto ciò che può assumere valore e' potenzialmente fonte d'invidia. Il sentimento però e' tanto più lacerante quanto più l'invidiato e' vicino.


DIFFERENZA FRA INVIDIA E GELOSIA

C'è un sottile filo che divide la gelosia dall'invidia, due sentimenti che possono essere anche confusi! L' invidia e' un sentimento che coinvolge due persone, l' invidiante e l' invidiato, mentre la gelosia ne coinvolge tre: una persona prova gelosia verso un'altra persona con la quale si contende l'affetto o l'interesse di una terza. L'invidia si può sviluppare nei confronti di chiunque perché al centro del suo interesse c'è il proprio io, invece la gelosia si sviluppa più spesso in campo amoroso e anche nell'amicizia ma in modo diverso. Si tratta in ogni caso di sentimenti che possono diventare laceranti e portare a compiere atti anche gravi ai danni dell'invidiato o della persona di cui si è gelosi o terzi.


TEORIA DI FREUD SULL'INVIDIA

Secondo lo psicanalista Freud a provare il sentimento dell'invidia sono soprattutto le donne nei confronti degli uomini. L'invidia sembrerebbe addirittura al centro dello sviluppo della psicologia femminile: quando la bambina si accorge di non avere “lo strumento” invidia il bambino, sentimento che si porterà poi per sempre in modo inconscio. Oggi questa teoria appare superata, accusata anche di essere troppo maschilista. Sicuramente può esserci una certa invidia per le diverse libertà, anche sessuali, di cui ha goduto sempre l'uomo rispetto alla donna ma questo tipo di invidia oggi sta scomparendo, viste le conquiste sociali femminili avvenute nell'ultimo secolo.

INVIDIA NELLE FAVOLE: CENERENTOLA E BIANCANEVE

L'invidia entra anche nelle favole. Tutte conosciamo Cenerentola e Biancaneve. La prima deve fare i conti con sorellastre goffe, brutte e cattive che le fanno ogni sorta di dispetti perché invidiano la sua bellezza e le attenzioni del Principe verso di lei, mentre la dolce Biancaneve è perseguitata dalla crudele matrigna che la invidia per la sua bellezza. Ricordate la famosa frase “Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”, non di certo lei. Si parla, per questo, di “Sindrome di Biancaneve”. Il sentimento d'invidia per la bellezza altrui è tipico delle donne, la rivalità per essere la più bella la sentiamo fin da piccole e ce la portiamo sempre, anche se non vogliamo ammetterlo.


INVIDIA DEGLI DEI

L'invidia è collegata agli occhi e alla vista. In latino, infatti, in-videre significa “non poter vedere”, cioè guardare in modo sprezzante. Nell'antica Grecia l'invidia è un sentimento che acceca gli Dei che oltre ad essere invidiosi fra loro lo sono anche degli uomini. Erodoto narra che per questa ragione gli uomini non dovevano ostentare alcun tipo di felicità (amore, salute, fortuna, ecc.) per non scatenare l'ira degli Dei, o meglio, l'invidia! Anche nell'antica Roma gli uomini mantenevano lo stesso atteggiamento, anzi, per scongiurare “attacchi invidiosi”, i Romani inventarono anche i fescennini, canti licenziosi usati per allontanare la cattiva sorte che poteva colpire chi si vantava troppo dei successi ottenuti e non rendeva omaggio/grazie agli dei.


IL MALOCCHIO

Il malocchio è una delle tradizioni e superstizioni popolari più radicate e diffuse in varie culture: si tratta di credere nel potere dello sguardo di persone invidiose di produrre effetti negativi sulla persona osservata. Quindi nuocere attraverso lo sguardo per motivi di gelosia, invidia, odio, rancore. Gli effetti del malocchio consisterebbero in una serie di presunte "disgrazie" che, improvvisamente e in breve tempo, colpirebbero la persona invidiata. Contro il malocchio la cultura popolare usa un portafortuna. In Italia si usa fare le corna con le dita della mano, toccarsi i genitali, toccare un oggetto in ferro, portare addosso un corno o, per i devoti, portare un oggetto benedetto come un santino o una medaglietta.

VITA DA VIP

Nel mondo dello spettacolo l'invidia è all'ordine del giorno e le starlette si feriscono a colpi di lingua biforcuta. Lo sa bene Elisabetta Canalis che è ormai entrata nel club delle invidiate, come dice Afef, soprattutto per la relazione col bel George Clooney. Anche Francesca Neri afferma con amarezza che fra le donne del jet set c'è sempre molta invidia, cosa che accade meno fra gli uomini. Recentemente anche Anna Tatangelo ha dovuto fare i conti con l'invidia: lo dimostra lo scarso successo fra il pubblico durante X-Factor e la tempesta che ha provocato la sua relazione con Gigi D'Alessio. La bella Carla Bruni anche è stata spesso bersaglio di cattiverie: invidiata per la sua bellezza, per aver sposato Sarkozy, per essere stata una modella di successo e per chissà cos'altro ancora. Questi sono solo alcuni dei nomi delle belle e fortunate ma molto invidiate!


INVIDIA AL MASCHILE

Chi ha detto che l'invia è solo femmina? E' un luogo comune. Anche i maschietti peccano d'invidia! Lo dice una ricerca condotta da un team di psicologi e psicanalisti che ha scoperto che sono gli uomini, a soffrire più d'invidia rispetto alle donne, nel 78% dei casi. I maschi sono più bravi a nascondere l'invidia a differenza delle donne che risultano più impulsive... Gli uomini tentano di tagliare fuori colleghi di lavoro lasciandoli all'oscuro di alcune informazioni, non riconoscono un merito alla persona invidiata, gettano discredito sulle sue idee (le donne solo nel 26%) oppure le si attribuiscono cose false. Il 78% arriva ad insinuare che i meriti ottenuti non derivino da capacità ma da favori o raccomandazioni (solo nel 66% dei casi femminili), fino a sottolineare i difetti fisici dei propri rivali in pubblico. Oggetto d'invidia sembrano essere alla fine più le donne che gli uomini (66% contro il 44%). La ragione principale è il fatto che molte donne fanno carriera e si affermano nel mondo del lavoro e questo le rende bersaglio dell'invidia sociale.

«Si odia chi si teme» Quinto Ennio

«L'invidioso è un impotente incapace di rassegnarsi» Roberto Gervaso

«L'invidia è una terribile fonte di infelicità per molte persone» Bertrand Russel

«L'invidioso mi loda senza saperlo» Kahlil Gibran

«Il segno più sicuro che si è nati con grandi qualità è l'essere nati senza invidia» Francois De La Rochefouc

«Ci si vanta spesso delle passioni, anche delle più criminose; ma l'invidia è una passione timida e vergognosa che non si osa mai confessare» Francois De La Rochefouc

«Invidiamo gli altri più per quello che hanno che per quello che sono» Roberto Gervaso


Lidia Modena Top Girl marzo 2011

mercoledì 9 marzo 2011

VINCI L'ANSIA




VINCI L'ANSIA

L'ansia a volte compare senza motivo, si può presentare in qualsiasi momento: alla soglia degli esami, in un luogo affollato o chiuso, per strada, durante una decisione. Si impadronisce di noi e non ci lascia più: entriamo nel panico, non sappiamo come muoverci, ci disperiamo. Niente paura, basta riconoscere e capire le nostre paure per saperle dominare e sconfiggere l’ansia. Leggete per dire basta all’ansia!

La nostra lettrice Chiara ha mandato una e-mail alla redazione di Top raccontando la sua storia. A un certo punto ha cominciato a non sentirsi bene, a essere agitata, soffrire di mal di stomaco e il solo pensiero di andare a scuola le metteva ansia. Come lei molte altre ragazze possono incappare in una situazione del genere. L’ansia è invalidante perché può andare a intaccare le relazioni personali, gli spostamenti e le azioni normali che si fanno ogni giorno, i viaggi, la frequentazione di alcuni luoghi. Tutto ciò può apparentemente sembrare immotivato ma andando a scavare nel profondo possono esserci delle motivazioni. Vediamo insieme che cos’è l’ansia, come si manifesta e perché e le cure per sconfiggerla!

Che cos’è l’ansia? Spesso si indica l’ansia anche con angoscia o paura. Angoscia e paura possiamo considerarli sinonimi mentre la paura è qualcosa di diverso che comunque concorre al senso di ansia. Infatti quando si ha paura si hanno palpitazioni, sudori o brividi, tensione muscolare. La fobia è una forma d’ansia molto simile alla paura ma che diventa smisurata come ad es. la fobia per i topi o gli ascensori. L’ansia è invece una paura che non ha oggetto nel senso che è una paura che non si concentra su qualcosa di preciso ma che dà il senso che non ci siano vie d’uscita. L’ansia esiste a livello normale in tutte le persone, diventa pericolosa se è incontrollata o esagerata.

Come si manifesta l’ansia? Se capiamo come si manifesta l’ansia possiamo anche cercare di controllarla e chiederci se sia normale o no. L’ansia non risparmia nessuna parte del corpo: organi interni, pelle, capelli, muscoli, ecc. La manifestazione più acuta di uno stato d’ansia è l’attacco di panico che secondo statistiche almeno una persona su dieci lo ha provato o lo avrà nel corso della sua vita. I sintomi più comuni di uno stato d’ansia sono i seguenti:

  • Dolori alla zona addominale

  • Difficoltà digestive

  • Ronzio alle orecchie

  • Prurito, eczema della pelle

  • Caduta di capelli

  • Dissenteria

  • Tremori

  • Sudorazione o mani bagnate

  • Bocca secca

  • Difficoltà a deglutire

  • Palpitazioni

  • Irritabilità

  • Impulsività

  • Senso di oppressione

  • Pensieri ossessivi

  • Insonnia

  • Difficoltà di concentrazione

  • Sensazione di vertigine

Ci sono vari modi di essere ansiosi: evitare, inibire, controllare ed essere iperattivi. Nel primo caso si attuano strategie per sottrarsi a una situazione che crea ansia ad es. evitare i viaggi in aereo. Nel secondo ci si sente bloccati e incapaci di svolgere determinate azioni come parlare in pubblico. Nel terzo si attuano azioni ripetute che calmano momentaneamente l’ansia come controllare che la porta sia ben chiusa o il gas spento. Nell’ultimo caso l’attivismo viene visto coma una valvola di sfogo per l’ansia. Questi atteggiamenti se esasperati possono andare a compromettere il rapporto con le persone vicine.

Quali sono le cause dell’ansia? L’ansia sembra essere spesso immotivata ma molte volte arriva in situazioni particolari e non è dovuta al caso. Ci sono due tipi di stress che concorrono all’insorgere dell’ansia: quello connesso ad avvenimenti della vita o la ripetizione di stress quotidiani.

Quali sono le malattie dell’ansia? L’ansia può scatenare tutta una serie di disturbi che possono diventare vere e proprie malattie se non curati. Ad esempio si può diventare ossessivi per quanto riguarda la pulizia, l’ordine, l’avere sotto controllo tutto, ripetere spesso le stesse cose per verifica, contare le cose, insomma fissazioni che entrano nella mente in modo prepotente e rendono schiavi di doverle eseguire. Ci sono poi le fobie che rappresentano le paure, più o meno fondate, di oggetti o situazioni. Ci sono le fobie degli animali, dei luoghi, anche quelle sociali come parlare in pubblico o mangiare davanti a un’altra persona. Ce ne sono tantissime e alcune anche stranissime. L’attacco di panico risulta essere una delle esperienze più negative scatenate dall’ansia che una persona possa provare. E’ un evento improvviso, dominato da una sensazione di terrore, battito di denti, pallore, sudorazione intensa, palpitazioni elevate, tremori forti, nausea o vertigine, sensazione di non riuscire a respirare, si pensa di stare per morire.

Come si cura l’ansia? Ci possono essere due vie per ovviare ai disturbi legati all’ansia: i farmaci o lo psicologo. Prima di tutto noi possiamo essere medico di noi stesse perché quando qualcosa non va i campanelli d’allarme ci sono ed è bene ascoltarli. Se capiamo che qualcosa non va come inizio è bene rivolgersi al medico di base che saprà indicarci la figura migliore per aiutarci. I farmaci più utilizzati per calmare i sintomi d’ansia sono gli antidepressivi e i tranquillanti che lottano contro le manifestazioni ansiose. Bisogna tenere conto però che possono esserci degli effetti collaterali e anche un rischio di dipendenza da questi farmaci. L’altra via riguarda la psicoterapia che è un trattamento che si basa su procedimenti psicologici. La più comune è la psicanalisi.

Non abbiate paura di essere considerate come “malate”, se vedete che qualcosa non va, che non siete più serene come prima, che alcune situazioni vi creano dei disagi, non aspettate ma chiedete consiglio o aiuto a persone fidate. Abbiate fiducia in voi stesse, nei vostri famigliari, nei medici e psicologi e troverete la via d’uscita!


Lidia Modena, Top Girl febbraio 2011