giovedì 4 novembre 2010

SUBCULTURE GIOVANILI


SUBCULTURE GIOVANILI

MODE E STILI DI VITA

Mode, gruppi, tribù metropolitane? Tutti sinonimi per indicare quelle categorie sociali in cui gli adolescenti di oggi si identificano. C’è l’emo, il truzzo, il dark, il punk, il cosplay, il rapper e così via. Un modo per volersi differenziare dalla massa e per trovare un gruppo forte in cui sentirsi capiti ed accettati. Una grande libertà che permette di esprimere la propria personalità e stile. Leggete per un breve viaggio all’interno delle subculture giovanili contemporanee più diffuse!


SUBCULTURE

Parlando di subcultura si intende un gruppo di persone appartenenti ad un determinato segmento sociale che si differenzia dalla cultura dominante di cui fa parte. Il prefisso sub- indica la cultura di riferimento del luogo in cui i ragazzi vivono. Le subculture spesso rispecchiano i bisogni e le aspettative delle nuove generazioni.

I membri di una subcultura si differenziano dal resto della società attraverso stereotipi come stile di vita, modo di vestire, gusti musicali, linguaggio, visione del mondo, relazioni con gli altri, simbolici e alternativi a quelli dominanti. Le varie subculture si differenziano moltissimo fra loro ma, a volte, si confondono. Spesso è difficile identificare una subcultura poiché le culture giovanili sono in continua evoluzione e si ibridano. Molte delle culture giovanili più diffuse nel nostro paese derivano principalmente dagli USA che le hanno veicolate soprattutto grazie anche alle innovazioni nel campo della comunicazione come Internet e il canale musicale Mtv.

Il sentimento di appartenenza a un gruppo è, a volte, talmente forte da sfociare nella rivalità nei confronti degli altri gruppi. Durante l'adolescenza è normale appartenere a un gruppo col quale condividere gusti, stili, pensieri, in questo modo si esprimono stile e personalità.


EMO

Il termine emo è stato utilizzato per la prima volta intorno agli anni Ottanta nella scena musicale di Washington DC per indicare band emocore dalle sonorità più melodiche di quelle punk (orientate all'indie rock e all'alternative rock) che volevano emozionare il pubblico con sensazioni forti. Oggi gli emo si fanno chiamare così da emotion (emozione): sono sentimentali ed introspettivi, ascoltano musica emocore (la band di riferimento è Tokio Hotel), vestono skinny jeans e t-shirt super stretti, converse ai piedi, sfoggiano capelli lisci rigorosamente neri che tengono in un ciuffo stirato di lato a coprire uno degli occhi, il look è tutto teschi, cuori spezzati, spille, accessori borchiati, trucco e smalto nero. Gli emo manifestano le proprie emozioni, spesso negative, quali depressione, malinconia e tristezza sulla scia dei poeti maledetti e che possono anche sfociare nell'autolesionismo o, in casi estremi, nel suicidio.


TRUZZI

Il truzzo in origine era il coatto o maranza. Oggi il truzzo ha una gamma di comportamenti eterogenea e variabile secondo la regione o città di riferimento mentre comuni sono il vestiario, il tipo di linguaggio, i luoghi frequentati, le forme d'intrattenimento e il veicolo usato. Spesso i truzzi restano e si spostano in gruppo. I posti più frequentati sono le discoteche, i club e la musica prediletta è la techno o house dal ritmo serrato. Motorini e macchine sono accuratamente sottoposti a tuning quindi potenziati e personalizzati. La moda è appariscente, votata interamente all'immagine, dalle grandi cinture, canottiere e magliette aderenti, pantaloni con biancheria intima a vista rigorosamente firmata (originale o no), occhiali da sole sia di giorno che di sera, cappellini con visiera, capelli modellati col gel o piastrati, spesso piercing al labbro o sopracciglio, le ragazze fanno largo uso di accessori, vestono dai colori sgargianti, si truccano molto e anche loro fanno largo uso della piastra per i capelli. Must alcune marche di riferimento per quanto riguarda vestiario e accessori.



PUNK

Cultura underground degli anni Settanta nata in UK nella metà degli anni Settanta e diffusasi presto anche negli USA. Nata soprattutto come forma di protesta nei confronti della società perbenista e ipocrita, tende ad essere intollerante a qualsiasi tipo di controllo (politico, religioso, sociale) e a declinarsi in diverse classificazioni che vanno dall'anarchismo al comunismo fino al nazismo o all'apoliticità. I luoghi di ritrovo prediletti sono centri sociali, spazi occupati o autogestiti. Tra i gruppi musicali miliari Sex pistols e Ramones. I punk indossano spesso giacche di pelle (il tipico chiodo), anfibi, catene con lucchetti, borchie, vestiti strappati e usurati, spille da balia, braccialetti di pelle, scarpe da skater, hanno molti piercing, tatuaggi e portano lunghe creste colorate stile Mohicano. Un sottogenere dei punk, appartenenti anche alla sottocultura raver, sono i punkabbestia che spesso si accompagnano a cani e frequentano rave party.



GOTH (DARK)

Il movimento goth o gotico è una sottocultura presente in molti paesi e conosciuta in Italia come dark. È nata nel Regno Unito tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta dal gothic rock, sottogenere del post-punk. Il movimento è sopravvissuto molto più a lungo rispetto alle altre subculture dello stesso periodo e permane ancora oggi. Il suo linguaggio figurativo e simbolico indica influenze da parte della letteratura gotica del XIX secolo e del cinema horror. Gli appartenenti a questo movimento sono tendenzialmente apolitici. Il gusto gotico si rispecchia nella musica e nella moda. La musica ingloba molti stili diversi ma la tendenza comune è quella di sonorità e uno stile dark e cupo. L'abbigliamento passa dalla moda punk a vestiti ispirati al Rinascimento, alla moda vittoriana o combinazioni di entrambi gli stili. I must rimangono stivali pesanti, gonne stratificate con dettagli in pizzo, pantaloni o jeans molto aderenti, mantelli, giubbini di pelle spesso decorati con spille o scritte, cappotti molto lunghi e calze a rete. Prevale il colore nero (con talvolta anche dettagli metallici) così come per il trucco e i capelli che sono spesso tinti anche di altri colori come rosso, viola o blu sempre nei toni scuri. Comuni sono anche piercing e tatuaggi.


COSPLAYERS

La parola cosplay deriva dalla sintesi dei termini costume e player, un neologismo per descrivere la moda di travestirsi con i costumi dei personaggi di fumetti e cartoni animati, nata negli anni Ottanta in Giappone e arrivata in Europa soltanto recentemente. Il cosplayer si cala nei panni di un personaggio, soprattutto manga, indossando abiti e accessori. Un gioco, un'arte, una tendenza, un'evasione dal mondo reale e quotidiano. Una cultura che raccoglie sempre più “discepoli” tra gli appassionati di fumetti, fantascienza, manga, cartoni animati e giochi di ruolo. L'ambizione principale del cosplayer è il costume che deve essere il più possibile simile al personaggio che vuole impersonare: la realizzazione del costume è curata nei minimi dettagli grazie anche ad accessori e make-up. I costumi vengono principalmente confezionati in casa come in vere botteghe artigiane. Esistono molti raduni, festival e concorsi per gli appassionati di cosplay. Internet sembra essere il luogo ideale per il diffondersi di questa sottocultura: i cosplayers attraverso il Web si scambiano informazioni sui costumi e pubblicano book fotografici.


SKINHEADS

GLi skinheads (teste rasate) in origine (fine anni Sessanta) erano la gioventù britannica operaia. Le punte d'acciaio dei boots nascono per esigenze di lavoro così come la testa rasata. Dopo il lavoro, lo skinhead si vestiva più elegante (con anche bretelle colorate per imitare i gangster americani) e frequentava le dancehalls giamaicane. La musica di riferimento è Ska e Reagge. Nella metà degli anni Settanta, con l'esplosione del punk, lo skinhead si avvicina al campanilismo calcistico. Allo stesso tempo il partito britannico nazionalsocialista ed altre organizzazioni razziste cominciano a fare proseliti nelle curve degli stadi di calcio e nascono i boneheads. Talvolta è anche presente una certa influenza politica, principalmente estrema. Tra i primi skinheads molti erano neri giamaicani (Rude boys) che si accompagnavano ai bianchi (Mods). Il codice di comportamento della cultura skinhead vuole i suoi appartenenti duri, puliti, distinti. La moda comprende principalmente jeans attillati, giubbotti bomber, anfibi e scarpe da calcetto di precise marche.


HIP HOP

La cultura Hip Hop affonda le sue radici negli anni Settanta in America, principalmente nel Bronx, quartiere malfamato di New York. Le comunità afroamericane e latinoamericane si riunivano spesso in feste di strada (Block party) dove i giovani potevano interagire suonando, ballando e cantando. L'Hip Hop si può considerare un fenomeno mondiale che attraversa musica, danza, abbigliamento e design. Elementi principali di questa cultura sono Mc'ing (Master of ceremonies), DJ'ing, Writing, Breakdance e Beatboxing. Rispetttivamente intrattenere il pubblico col rap, realizzare tricks fra due album usando due giradischi simultanei con un amplificatore e un mixer, scrivere su un qualsiasi supporto scritte con le bombolette spray che identificano una crew (gruppo), uno stile di ballo dinamico e l'imitazione vocale di ritmi e percussioni. Il rapper ha un gergo distintivo (yo, bro), pantaloni e maglia oversize, cappellino con visiera portata di traverso o bandana, scarpe sportive, tatuaggi e vistosi gioielli.


Le subculture di cui abbiamo parlato sono quelle più note, soprattutto in Italia, ma ne esistono molte altre, ecco una lista delle principali subculture che si sono sviluppate nel mondo a partire dagli anni Cinquanta:


•
Culchie (Irlanda)
• Disco
• Edelweiss Pirates
• Electroclash kids
• Emo
• Flash mob
• Gamers
• Goth
• Grunge
• Hip hop
• Hipsters
• Hippy
• Indie
• Metallaro
• Mod
• Mosher
• Narver
• Paninaro
• Poser
• Preppy
• Punk
• Punkabbestia
• Raver
• Rock
• Rocker
• Scally/Chavs
• Surfer
• Scooter Boy
• SKATER
• Skinhead
• Straight edge
• Swing Kids
• Teddy Boy
• Rockabilly
• Greaser
• Townie
• Ultras
• Yuppie


Fonte: Top Girl N.148 OTTOBRE 2010

Lidia Modena





SLANG GIOVANILE


LA PAROLA AI GIOVANI: COME PARLANO OGGI


Ogni gruppo sociale e generazione sviluppa delle proprie tipologie di linguaggio. Questo accade poiché i vari membri parlano più tra loro che con gli altri oppure perché non vogliono farsi comprendere da chi è estraneo al gruppo.

Un esempio è il linguaggio giovanile (LG): per lo più sconosciuto al mondo degli adulti, nel linguaggio corrente viene indicato col termine slang (dall'Inglese). Spesso colloquiale, sboccato, gergale, il LG ha un'estrema variabilità interna, con un proprio lessico fatto di locuzioni, metafore, procedimenti di troncamento o allungamento della parola, semplificazione della frase, forestierismi, inversioni, dialettalismi, suffissi che trasformano e innovano la lingua italiana facendo impallidire i puristi.

Alcuni esempi: paglia per sigaretta, tranqui nel senso di stare tranquillo, ribba per birra, gym per palestra. Si tratta spesso di parole che hanno per oggetto la vita altra rispetto a quella famigliare e il mondo dei tabù. Un linguaggio comune contribuisce alla formazione di un'identità di gruppo fra i giovani e diversi termini ed espressioni hanno un uso regionale.

Parallelamente al LG parlato se ne è sviluppato anche uno scritto che si rispecchia prevalentemente nel linguaggio degli sms, degli instant messaging e delle chat. Dietro la necessità di usare il minor numero possibile di caratteri per spazio e velocità c'è la tendenza alle abbreviazioni e all'omissione di vocali. Il risultato è un linguaggio senza regole grammaticali, sintetico, dove le maiuscole e la punteggiatura sono evitate e apostrofi e accenti diventano un optional. Comuni diventano gli acronimi come TVB (Ti Voglio Bene).

Vi è anche un'altra tendenza: la nostra società ha sdoganato volgarità, parolacce e insulti. Su Radio, TV, Web impazza il vaffa o altro senza alcun problema. I media influenzano così i giovani che parlano sempre peggio, infarcendo il discorso di brutte parole. Lo studio sul LG è molto complesso perché in continua evoluzione, mutevole dal punto di vista cronologico e geografico. Le parole dei giovani, a detta degli esperti, sono meteore che durano al massimo dieci anni e poi scompaiono a causa della rapidissima usura e del frenetico ricambio del bagaglio lessicale.

In Rete esistono diversi dizionari online che raccolgono ed archiviano espressioni gergali e parole usate dai giovani italiani fra cui la Slangopedia de L'espresso con oltre 1200 voci, aggiornata periodicamente grazie al contributo delle e-mail dei lettori e il progetto LinguaGiovani dell'Università di Padova in collaborazione con gli studenti.


Il parere della Prof.ssa Tullia Jona, insegnante di Italiano e Latino presso il Liceo Scientifico F.Vercelli di Asti.

«Io già sento un modo di scrivere e parlare selezionato perché i ragazzi si rivolgono a un’insegnante. Credo che non siano tanto gli sms ma è stata la TV a contribuire ad “uccidere” l’Italiano. Negli anni ’50, appena nata, la Televisione aveva insegnato l’Italiano poi con l’avvento delle televisioni commerciali c’è stato un abbassamento di livello del gusto e di forma espressiva. Elemento che ha influito di più sul linguaggio delle persone e quindi dei ragazzi. C’è stata una banalizzazione del linguaggio.

Oggi i giovani sono più poveri dal punto di vista linguistico, hanno meno parole nel loro dizionario. Ci sono anche quelli che hanno un dizionario ricco ma spesso se lo sono costruito da soli leggendo e curandolo. La povertà di linguaggio viene spesso riempita con la volgarità e la parolaccia è diventata quasi un intercalare perdendo il suo significato originale. Il linguaggio è sempre più generico, le parole hanno via via perso un po’ il loro significato, adesso si usano inconsapevolmente perché c’è una notevole superficialità. La scuola in questo senso segna ancora, nonostante si sia abbassato il livello della classe insegnante.

I media come Televisione e Internet non hanno aiutato perché ad esempio in Rete si trova di tutto ma ci sono anche errori, punteggiatura sbagliata, assenza dell’apostrofo, ecc. e questo fa parte di una società superficiale. C’è una generale banalità espressiva e in certe realtà è l’unico linguaggio esistente, conseguenza dei messaggi che si ricevono da media e società. Consiglio ai ragazzi di non dare niente per scontato, verificare tutto e non lasciarsi massificare, non perdere l’individualità. Una precisione espressiva è anche manifestazione di una individualità, non parlo come tutti ma parlo in un certo modo perché penso in una maniera.

Penso che in fondo la banalità del linguaggio corrisponda alla banalità della personalità. Credo che le abbreviazioni negli sms non incidano in maniera determinante perché è una cosa funzionale, l’importante è non usarle quando si scrive una lettera, un tema. Il livello di scuola, in questo senso, è ancora fondamentale».


Fonte: Asti in...Vetrina, Lidia Modena


mercoledì 3 novembre 2010

AUTUNNO POESIA DELLA NATURA

Ormai è autunno inoltrato e vedendo dalla finestra degli albero dagli splendidi colori mi è venuta in mente questa piccola poesia...



AUTUNNO

Una danza di colori che si mescola con eterea armonia

Uno scintillare di giallo, arancione e rosso che riecheggia per i sentieri percorsi

Poesia della natura.

domenica 19 settembre 2010

STELLE CADENTI




Guarda il cielo ed esprimi il tuo desiderio!

E' estate e le lunghe notti a guardare le stelle sembrano fatte apposta per te e i tuoi sogni nel cassetto!

Come sempre anche quest’anno, la notte del 10 agosto, molti sguardi si leveranno in alto, in contemplazione di quel magico cielo stellato, speranzosi di cogliere in un istante una stella cadente e vedere (forse) realizzato quel desiderio custodito in fondo al cuore.

La notte stellata ha da tempi immemori quel fascino misterioso che ha ispirato pittori, poeti e artisti. La caduta delle stelle è un fenomeno che accade in seguito al passaggio, all'interno dell'orbita visiva terrestre, degli asteroidi della costellazione Perseo, ma la pioggia di stelle ha anche un significato più poetico.

Questa notte è, infatti, dedicata al martire San Lorenzo e le stelle cadenti sarebbero le lacrime da lui versate vaganti per i cieli e scendendo, infine sulla Terra, creando così un'atmosfera magica e sospesa nel tempo.

Una notte per ricordare quanto maestoso e grande sia l'universo al confronto della nostra piccola umanità ma anche per sperare e sognare...


Ecco perché si esprime il desiderio:

Vedere una stella cadente regala stupore, felicità e speranza. Pochi non cedono alla tentazione di esprimere un desiderio ma non è stato sempre così. In antichità, infatti, le apparizioni di stelle cadenti, meteore e altri fenomeni celesti erano associate a segni infausti portatori di sciagure. Questa superstizione si è così tramandata in varie forme attraverso i secoli. Nelle antiche mitologie orientali, latine e greche, le stelle cadenti erano lacrime di divinità versate a causa di disastri già successi o annunciati. Gli astrologi cinesi pensavano che il cielo piangesse lacrime di fuoco in corrispondenza di guerre, crisi di governo o assedi avvenuti in coincidenza con quelli che oggi chiamiamo sciami meteorici. Secondo la tradizione cristiana, invece, il diacono San Lorenzo fu arso vivo su una graticola di ferro dai Romani il 10 agosto del 258 dopo Cristo. Ogni anno, le sue lacrime infuocate continuano a vagare nel cielo come scintille prima di raggiungere la Terra. Tuttavia, la tradizione popolare cristiana ha voluto conferire un valore positivo alla leggenda. Oggi chi guarda il cielo stellato la notte di San Lorenzo può chiedere una grazia o esprimere un desiderio. La pioggia di stelle diventa, allora, occasione di speranza e festa.


I posti più adatti per vederne in abbondanza:

Tutti saranno a caccia di luoghi per l'avvistamento migliore. Posti ideali sono colline, montagne, spiagge, altopiani e zone fuori città. L'elemento più importante per vedere le meteore è un cielo senza luna, limpido e sereno assieme al buio totale. Il luogo scelto deve inoltre avere un vasto orizzonte, essere il più lontano possibile dall’inquinamento luminoso e possibilmente ad alta quota. Una volta raggiunta la zona prescelta dovrete muovervi nel buio più completo quindi armatevi di torcia. Non dovete farvi mancare un plaid da stendere a terra, una maglia e magari un cuscino poggiatesta. La direzione preferibile verso cui guardare, nel caso delle Perseidi (le meteore che cadono nel mese di agosto), è verso est nella prima parte della notte e verso sudest o sud nella seconda metà della notte, circa a metà cielo di altezza.

Ecco, da Nord a Sud, una top list dei luoghi migliori per assistere allo spettacolo delle stelle cadenti. Uno degli osservatori naturali più belli è Pian Rosa, a quasi 3.550 metri, nel comune di Valtournenche, in Valle d' Aosta. Per i freddolosi sul Passo del Giovà, valico dell' Appennino ligure, ai confini tra Emilia, Liguria, Lombardia e Piemonte la temperatura è meno rigida. Altro luogo è Perinaldo, borgo collinare in provincia di Imperia. Chi invece è amante dei laghi quello di Massaciuccoli, a Torre del Lago (Viareggio) dispone di vecchi capanni di caccia riparati dalla luce. In Toscana si può invece sbarcare sull' isola di Giannutri, «scoglio» di 2,3 chilometri quadrati, raggiungibile via traghetto da Porto Santo Stefano. Sul Monte Cimone (Modena), accanto alla stazione meteorologica, la visuale è ottima. Luogo ideale è anche l’altopiano Castelluccio di Norcia, in Umbria. La Sicilia ospita due luoghi ideali: l'Isola di Marettimo in provincia di Trapani e Serra La Nave, sull' Etna, (Catania). A questo punto scegliete la vostra postazione e…buona visione!

I giorni con più possibilità:

Le stelle cadenti, a discapito di un pensiero diffuso, non si vedono soltanto la notte del 10 agosto ma si possono ammirare tutto l’anno!! Ma l’appuntamento con le stelle cadenti di San Lorenzo è diventato ormai un rito ed è nel mese di agosto che la Terra entra nell’orbita della costellazione di Perseo che determina la spettacolare pioggia delle meteore dette Perseidi. A seconda del mese le meteore prendono nomi diversi e ci sono alcuni giorni di maggiore attività, ideali per catturare con gli occhi queste scintille luminose.

Gennaio

Quadrantidi

Massima attività: 3-4 gennaio Frequenza: 31-45 meteore all'ora

Aprile Liridi

Massima attività: 21-22 aprile Frequenza: 16-30 meteore all'ora

Maggio Eta Aquaridi

Massima attività: 5-6 maggio Frequenza: 0-15 meteore all'ora

Giugno
Liridi

Massima attività: 14-16 giugno Frequenza: 0-15 meteore all'ora

Luglio Delta

Aquaridi

Massima attività: 28-29 luglio Frequenza: 16-30 meteore all'ora
.

Capricornidi

Massima attività: 29-30 luglio Frequenza: 0-15 meteore all'ora

Agosto Perseidi

Massima attività: 12-13 agosto Frequenza: 45 + per ora

Ottobre

Draconidi

Massima attività: 8-9 ottobre Frequenza: 0-15 meteore all'ora

Orionidi

Massima attività: 21-22 ottobre Frequenza: 16-30 meteore all'ora

Novembre Leonidi

Massima attività: 17-18 novembre Frequenza: 31-45 meteore all'ora

Dicembre Geminidi

Massima attività: 13-14 dicembre Frequenza: 45 + per ora

Cos'è una stella cadente:

Le meteore, comunemente chiamate "stelle cadenti", sono piccoli frammenti di polvere interplanetaria che vagano nello spazio e che attirati dalla Terra attraversano l'atmosfera ad una velocità di circa 30 km al secondo. Nel momento in cui cadono sulla Terra appaiono visibili, per una frazione di secondo, come una traccia luminosa poiché il contatto con gli strati alti dell'atmosfera terrestre li rende incandescenti e li fa evaporare. L'alta velocità con la quale questi frammenti vengono a contatto con l'atmosfera terrestre li fa evaporare. I gas prodotti da questo processo ad alta temperatura interagiscono, poi, con le particelle del gas atmosferico producendo l'effimera scia, cioè la “coda” che possiamo osservare. Questi frammenti (dalle dimensioni variabili: dal granello di sabbia al grosso sasso) costituiscono la polvere disseminata nello spazio dal passaggio delle comete: ogni volta che la Terra, compiendo la sua orbita attorno al Sole, attraversa una zona in cui era passata una cometa, essa attira con la propria forza di gravità queste particelle provocandone la disintegrazione e dando origine ad uno "sciame" di stelle cadenti.

Lidia Modena

Fonte: Top Girl N.147 SETTEMBRE 2010

sabato 18 settembre 2010

TELEFONINI A LUCI ROSSE


CORPI DI PIXEL

TELEFONINI A LUCI ROSSE: FILMATI E FOTO SEXY

IL FENOMENO SOCIALE FRA I TEENAGER

Dai social network ai reality, dai fatti recenti di cronaca come il bullismo, passando per la mania di filmare e fotografrare qualsiasi cosa per poi postarla su YouTube: stiamo assistendo sempre più a una vera e propria escalation della mania per l'immagine. C'è nell'aria voglia di esibizionismo e un esasperato voyeurismo. I nuovi mezzi di comunicazione hanno amplificato questa tendenza ma è giusto distinguere lo strumento dall'utilizzo che ne se fa e incolpare non il mezzo ma il suo uso sbagliato. D'altra parte i media, dalla potente influenza, dovrebbero proporre modelli positivi, soprattutto per i giovani.


EROS PRECOCE

II mondo dell'adolescenza è precocemente e quotidianamente erotizzato. Genitori e insegnanti spesso non colgono i segnali di questa tendenza. Se i telefonini possono accedere in Rete a materiale pornografico a costi accessibili e sono dotati di videocamere era prevedibile che prima o poi venissero usati in modo “sessuale”.

Il mondo dei ragazzi è perciò caratterizzato da una forte eccitazione sessuale anche di provenienza mediatica: la condivisione sui social network ha reso l'immagine protagonista fra i teenager. Cresce la tendenza ad anticipare il primo rapporto sessuale, la promiscuità, dunque un allentamento progressivo del pudore. Una reazione dettata dal bisogno di consumo immediato, dalla corsa rapida verso una maturità affettiva e sessuale che necessiterebbe di tempi più lunghi e consapevoli e dalla ribellione verso il moralismo che rende il sesso tabù.

I giovani hanno bisogno di capire i valori della sessualità nelle sue varie manifestazioni e di darle un senso. C'è un deserto di punti di riferimento per loro. Fotografano tutto e si fotografano continuamente, postano montagne di file sui loro profili in modo narcisistico: scatti osé rubati a compagni/e e poi "girati" agli amici, filmini semi-porno che passano di cellulare in cellulare, l'ex lasciato che diffonde il filmato/ foto hot della ragazza, gruppi di minorenni che vengono incentivate a partecipare a un gioco inviando foto piccanti in cambio di ricariche. Filmare la bravata di ogni tipo è diventata una mania, alimentata da forum e siti adibiti a discutere, votare, esaltare.


USO E ABUSO DEL CELLULARE
Il cellulare offre vantaggi pratici combinati ad aspetti psicologici che influenzano il rapporto emotivo tra le persone che comunicano con questo mezzo. Il telefonino consente di colmare simultaneamente la distanza trasformandola in contatto e vicinanza, permettendo così di eliminare i disagi affettivi che lontananza e attesa comportano.

L'esibizionismo è un fenomeno che il telefonino ostenta fino ad arrivare alla rivelazione del riservato, dell’intimo, del segreto. L’esibizione sta diventando sempre più necessaria poiché la visibilità della persona nella società è ritenuta, oggi, ormai una questione di sopravvivenza identitaria. Bisogna così rendersi visibili nell'epoca moderna del protagonismo mediatico e dell'individualismo esasperato.

Il cellulare è diventato un “feticcio” che evoca la sessualità, uno strumento per catturare l’attenzione degli altri e per sedurli. Tutto questo esibizionismo ostentato, tuttavia, rivela una sempre maggiore difficoltà nelle relazioni sociali. La manipolazione del telefonino è in grado di suscitare forti emozioni, dando illusoriamente, a chi lo usa, una piacevole sensazione e maggiorazione del proprio potere personale.
Sarebbe utile ridimensionare l'uso del cellulare per non diventarne dipendenti, limitando così anche la sua influenza psicologica e il rischio di un esibizionismo esasperato.


FOTO E FILMATI SEXY VIA TELEFONINO

Una tendenza, quella di scambiarsi foto e filmati piccanti, in crescita fra i giovani, ma attenzione alle conseguenze: una volta in rete è impossibile cancellarli. Le statistiche statunitensi, adattabili anche all'Italia, rivelano che una ragazza su cinque ha inviato via cellulare almeno una foto nuda o seminuda, mentre due ragazze su cinque hanno inviato foto in pose sexy. Il governo australiano del New South Wales ha così deciso di lanciare una campagna educativa contro il fenomeno "sexting" (dall'unione delle parole "sexy" e "texting") ovvero l'abitudine di scattarsi e scambiarsi foto soft e hard col cellulare. Questo comportamento è visto spesso come un semplice gioco agli occhi delle ragazze che magari le inviano al fidanzato, eppure può avere conseguenze serie. Una volta in rete, foto e filmati sono difficilmente cancellabili vista la rapidità con cui vengono copiati e diffusi. Ragazza avvisata...

Sono cambiati i mezzi di comunicazione ma sono anche cambiate le generazioni. Oggi pare che interessi sempre di più il far vedere piuttosto che il fare.

L'istinto sessuale è naturale. L'amore fatto di dialogo, relazioni, sentimenti, è culturale. I mezzi di comunicazione hanno un ruolo importante nella formazione culturale dei giovani: creano mode, contenuti, messaggi, modelli di pensiero e modi di essere. La nostra televisione offre e mostra segnali sessuali ad ogni ora. E questo i ragazzi fanno: imitano e mostrano.


MICROPROSTITUZIONE

Le ragazze, sempre più giovani fino a sfiorare le soglie dei 12 anni, si “vendono” per pochi euro, in cambio di una ricarica telefonica, sigarette, una borsa nuova, scarpe. Questo è il fenomeno della microprostituzione, sicuramente favorito da Internet e dalle nuove tecnologie: tramite YouTube, social network, e-mail, videofonini, si ha la possibilità di mettere in circolazione foto e filmati hot. Questa tendenza dilaga anche nelle scuole, dove si concedono foto piccanti o favori sessuali. In rete ci sono addirittura guide per realizzare e vendere proprie foto e filmati osè. Segnali di un sbagliato uso dei mezzi di comunicazione di massa e di un graduale svuotamento dei valori morali.


LE WEBCAM GIRLS

Un fenomeno che sta prendendo sempre più piede anche nel nostro paese è quello delle ragazze che vendono sesso virtuale a clienti che pagano con soldi veri. La webcam girl è una ragazza che si spoglia davanti ad una webcam ma c’è anche l'utente che paga soltanto per parlare. Il sito a cui ci si iscrive per fare questa attività richiede dati e coordinate bancarie. La netiquette prevede che non si possano mai avere incontri reali con i clienti, tutto deve rimanere virtuale, non si possono dare privatamente dati per i pagamenti quali numero di telefono o indirizzo e-mail, inoltre di tutto il guadagno la ragazza ha diritto al 40%. Spesso le webcam girls sono ragazze che conducono una vita normale nel mondo reale ma che diventano vere e proprie femme fatale del web: una metamorfosi che trasforma giovani e riservate studentesse in spogliarelliste esperte e disinibite. In realtà molte ragazze non fanno attività di questo tipo solo per necessità. Molte lo trovano un gioco, un modo per soddisfare il proprio narcisismo ed esibizionismo e togliersi qualche sfizio. Sarebbero circa 75 mila le studentesse che sfruttano il loro corpo a scopo di lucro, vengono considerate anche escort, ballerine di lap dance, cubiste e anche chi si prostituisce. Un dato veramente allarmante, che deve far riflettere.


HAPPY SLAPPING E CYBERBULLISMO

Le cronache di bullismo e il mondo giovanile non sono nuovi a questo fenomeno, denominato in inglese "happy-slapping” (schiaffo allegro) che consiste nel filmare col cellulare un’aggressione verbale, fisica, o sessuale. Il video dell’aggressione è poi fatto circolare su Internet. Gli slappers agiscono in gruppo e sempre con l’aiuto di un complice che riprende le aggressioni. Questo fenomeno fa parte del cyberbullismo col quale si identificano le azioni violente ed intenzionali, realizzate tramite strumenti elettronici (sms, mms, foto o video, chiamate, e-mail, chat, ecc.), da una persona o da un gruppo che vuole far male o danneggiare un coetaneo e che si ripetono nel tempo. Gli anti-slappers vogliono creare, in risposta all’happy slapping, un’onda di non-violenza filmata per risvegliare la sensibilità al rispetto e alla moralità.

I reality hanno insegnato la cultura del voyeurismo che unita a quella dell'immagine esasperata crea una miscela esplosiva che trasforma i ragazzi in voyeur che stanno di fronte ad un atto di violenza filmandolo normalmente con un cellulare per diventare, diffondendolo attraverso il Web o i cellulari degli amici, il nuovo fenomeno di YouTube o l'idolo della classe. Questa spettacolarizzazione della violenza, tanto denunciata dai media, alla fine è forse alimentata proprio da questi stessi.


RAPPORTO NAZIONALE SU WEB E CELLULARI

Secondo i dati del 10° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza di Eurispes e Telefono Azzurro cellulari e social network si confermano fra i maggiori interessi degli adolescenti.


DATI WEB

Per quanto riguarda il Web, quasi 9 adolescenti su 10 utilizzano Internet e il 71,1% ha un profilo su Facebook, percentuali più ridotte per MySpace (17,1%) mentre Second Life attira solo il 2,6% dei ragazzi e il 2,5% utilizza Twitter.

Molto diffusa è anche l'abitudine di guardare filmati su YouTube (85,8%) e di cercare risorse per lo studio (83,2%), seguita da quella di chattare (79,9%) e di scaricare musica/video/film/giochi (76,1%).

La maggior parte degli adolescenti comunica tramite posta elettronica (58,3%), il 46,8 legge un blog. In pochi leggono e scrivono su un forum (24,9%), partecipano a giochi di ruolo (21,4%) e fanno acquisti on line (20,9%).

Il 41,4% è entrato in un sito con la scritta "accesso vietato ai minori di 18 anni". Il 39,8% si è sentito chiedere almeno una volta un incontro reale da uno sconosciuto in Rete. Il 29,9% si è accorto di chattare con una persona che fingeva di essere un'altra, il 24,9% ha visto immagini che lo hanno turbato, il 20,7% ha ricevuto messaggi offensivi o volgari.


DATI CELLULARE

Sulla scia dei successi di social network quali MySpace e Facebook, diverse aziende stanno proponendo piattaforme per la condivisione di immagini, musica, pensieri, insieme a tutto ciò che può essere digitalizzato e impacchettato per finire dentro a un cellulare. Il mobile social networking è in forte espansione anche in Italia. I siti di social networking stanno diventando componente indispensabile del lifestyle digitale. Nella maggior parte delle mobile communities, gli utenti possono creare dei profili, conoscere nuovi amici, conversare in chat, condividere video e foto, creare blog.
Solo l’1,7% dei ragazzi non possiede un cellulare personale. Il 97,7% ha un modello base (59,5%), un telefonino Umts (13,8%), un video-telefonino (10,3%), un telefonino smart-phone (2,6%) o possiede più di un tipo di telefonino (11,5%, 1 un ragazzo su 10). Sono più numerosi i possessori di un telefonino smart-phone (4,7% contro 1,6%) e di un video-telefonino (11,8% contro 9,6%), mentre fra le ragazze è più alta la percentuale di chi ha più di un tipo di telefonino (12,3% contro 9,8%).

La quasi totalità dei giovanissimi usa il cellulare per inviare/ricevere sms (97,5%), chiamare/essere chiamati dagli amici (95,9%), chiamare/essere chiamati dai genitori (94,6%). Il 90,4% usa il cellulare anche per fare fotografie, mentre il 86,1% fa e riceve squilli e l’81% gira video col cellulare.

La maggioranza dei ragazzi invia e riceve mms (65%). Il 46% dei giovanissimi gioca col cellulare, mentre una minoranza (20,7%) lo usa per navigare in Internet e ancora meno quelli che scaricano loghi e suonerie (8,9%) o guardano programmi televisivi/film (6,1%).

Sono maggiormente le ragazze ad utilizzare gli squilli (88,1% contro 81,8%) ed a fare fotografie (92,2% contro 86,6%) e, al contrario, sono di più i ragazzi a navigare in Rete (26,2% contro 18,1%), a scaricare suonerie e/o loghi (13,9% contro 6,5%), a giocare (56,3% contro 41,1%), a vedere programmi televisivi/film (10,5% contro 4,1%).




Lidia Modena

Fonte: Top Girl N.147 SETTEMBRE 2010



AMICHE RIVALI


AMICHE-NEMICHE

QUANDO L’AMICA E’ FALSA E TI VEDE COME UNA RIVALE


Amica è una parola che diciamo normalmente ma non sappiamo quale grande valore ha una vera amica. Ci sono tanti tipi di “amiche” ma quella più pericolosa è di certo quella falsa e che vede in te una rivale in tutto. Allora scatta un meccanismo per cui l’ “amicizia” diventa tutta una corsa a ostacoli, sgambetti, dispetti, critiche… Non cadere in questo vortice e impara a riconoscere questa razza di amiche!


Spesso l’amica rivale è una persona che pratica una sorta di “vampirismo energetico”, ha bisogno di sottrarre energia perché insoddisfatta e pensa di non avere riserve proprie per affrontare il mondo. Una persona che è segretamente convinta di essere una nullità e cerca di nascondere questa sua vergogna agendo in modo tale da umiliare o raggirare o gli altri ad ogni buona occasione. Ogni sua azione, ogni sua parola, ogni suo atteggiamento è finalizzato a un "furto di energia".


LA FALSA AMICA

Non è sempre facile riconoscere se le amiche che ci circondano sono vere e sincere. A tutte è capitato di prendere “fregature”, col tempo si impara, dopo tante delusioni, a valutare chi ci circonda e si colgono alcuni segnali che permettono di distinguere la vera amicizia da quella falsa:


Se…
- E’ un’amicizia esclusiva, gelosa ed irritabile

- L’amicizia inizia con un “colpo di fulmine”
- L’amicizia arriva a soffocare e appesantire ogni energia del cuore
- Lei è egoista ed esigente, va alla continua ricerca di regali, uscite, complimenti…
- Se ti fa rompere con altre amicizie
- Spesso critica negativamente un’altra amica o te
- Non è in grado di mantenere un segreto

- Non si fa scrupolo a sparlare degli amici

- Ti priva della tua libertà personale

- Ti sminuisce

…allora non è un’amica!


Se…
- Non è possessiva nei tuoi confronti
- Ti rende partecipe delle sue cose

- La comprensione è totale
- La vostra amicizia è un sentimento fiducioso e generoso
- Ti aiuta nel momento del bisogno
- Rappresenta un valido appoggio senza rinfacciarlo

- Sa ascoltare senza criticare o giudicare
- Ti ascolta sempre se hai un problema

- Non ti cerca soltanto per favori o cose materiali

- Gioisce dei tuoi successi ed è la tua fan numero uno

…allora è una vera amica!

L’amica-rivale quindi è una falsa amica che vede in te una pericolosa rivale da neutralizzare. Non gioisce dei tuoi successi, anzi, tende a sminuirti e a farti sentire inadeguata in ogni situazione. Critica spesso il tuo modo di agire e pensare e va contro di te di proposito provocando spesso discussioni e litigi. Cerca di ripetere ogni tua azione per farti vedere che lei è migliore, è più brava a gestire le situazioni. Non ti valorizza ma ti mette in cattiva luce e in disparte perché è lei che vuole emergere e farsi notare e tu le fai ombra. La vera amicizia è sicuramente molto rara quindi va coltivata rispettando i principi della vera amicizia. Se tu sarai per prima una vera amica saprai anche riconoscere le false amiche ed evitare di legarti a loro!

Lidia Modena

Fonte: Top Girl N.146 AGOSTO 2010

QUANDO CONCEDERSI


QUANDO CONCEDERSI?
I TEMPI DELL’AMORE

A letto al primo appuntamento, con un ragazzo che conosci da poco? Puoi, ma solo se hai lo stomaco di ferro quando il giorno dopo lui sparirà nel nulla, senza mandare neppure un messaggio. Se invece riesci a vivere questo tipo di situazioni senza paranoie è un’altra storia. Ma è davvero la cosa giusta da fare?
Oggi il sesso non è più un tabù, si vive in maniera più libera: la contraccezione è d’uso comune, i giovani che arrivano al matrimonio vergini sono rari, avere più partner sessuali per una ragazza non è più uno scandalo. In estate poi gli ormoni vanno a mille e diventa facile cedere agli impulsi del desiderio, soprattutto con un ragazzo carino conosciuto in spiaggia… C’è molta libertà sessuale ma rimane una domanda fondamentale: quando concedersi?

QUELLO CHE PENSA LUI
Prova per un attimo a comprendere la psicologia maschile: per natura il maschio tende a cacciare, ad inseguire, la preda troppo facile da conquistare stufa presto! Una regola vecchia come il mondo che conferma che in amore vince chi fugge. La scintilla del desiderio scocca spesso anche da una sottile forma di frustrazione per qualcosa che non si riesce ad ottenere immediatamente. Lui pensa di dover utilizzare tutto il suo fascino e la sua abilità per portarsi a letto una ragazza. Se la conquista sarà facile e poco faticosa, lui darà poca importanza alla preda avuta e presto si dileguerà.

QUELLO CHE PENSA LEI
Le ragazze pensano di dover tirare fuori tutte le armi per riuscire a far innamorare un ragazzo e sono, in genere, più diffidenti nei confronti del tipo che cede facilmente al desiderio sessuale. La psicologia femminile vive la sessualità soprattutto da un punto di vista emotivo, è difficile che riesca a scindere sesso e amore, cosa che riesce più facile per la psicologia maschile. Non cadere nella trappola del “tanto se poi scompare non ci resto male”, poniti delle domande e rispondi in modo sincero:
Dopo averlo fatto ti senti vuota e soltanto un’altra da aggiungere alla lista?
Ci rimani male se lui non si fa risentire il giorno dopo?
Pensi di aumentare la carica erotica lasciando l’amore in secondo piano?
Ti preoccupi di scindere sesso e amore?
Se la risposta è sì allora forse è meglio se non cadi subito nella trappola del desiderio per non stare poi male dopo. Se invece la risposta è no devi però essere consapevole di che cosa stai vivendo.

La cosa migliore sarebbe fare quello che ti senti ma devi prima capire se la tua psicologia si può avvicinare a quella maschile e soprattutto che cosa vuoi da un ragazzo: se una relazione più seria o soltanto una notte e via. Il sesso al primo appuntamento può andare bene a un ragazzo ma non è forse il miglior inizio per una storia seria, potrebbe giudicarti una ragazza troppo facile… Se un ragazzo ti piace veramente aspetta un po’ prima di andarci a letto. Se anche tu gli piaci sul serio saprà aspettare, ti darà maggiore valore e apprezzerà il tuo non concederti subito e ci sono molte probabilità che la vostra prima volta non sarà anche l’ultima!


Lidia Modena

Fonte: Top Girl N.146 AGOSTO 2010