giovedì 22 aprile 2010


AMORE INTERNAZIONALE

Il mondo ormai è globalizzato e con esso anche le relazioni diventano internazionali. Le coppie miste sono ormai una realtà quotidiana nella nostra società ma quanto questi rapporti sono una corsa a ostacoli o una strada in discesa?

Le coppie miste sono un tema emergente e molto attuale: in Italia esse sono già oltre 200.000 e crescono al ritmo di circa 6.000 all'anno. Si può parlare di boom dell'Italia mista con una coppia su sette con almeno un partner straniero e la quadruplicazione dei matrimoni misti.

L'Italia si trasforma, così, attraverso i flussi migratori, cambiando il colore della sua pelle, il sistema dei valori riconosciuti, la foggia dei suoi vestiti, le religioni professate, il modo di mangiare e persino di innamorarsi. Le coppie miste occupano, in ogni caso, un posto rilevante nel processo di trasformazione interetnica e interculturale del nostro paese. L'Italia del domani è quella di oggi : una futura società multietnica paragonabile al melting pot americano.

La motivazione profonda di un'unione con una persona straniera

Forse per la ricerca di maggiore apertura e libertà, di novità e di confronto. Una sorta di sfida alle nostre regole culturali, familiari e alla legislazione perchè relazioni miste trasformano le istituzioni, rendono “normale” lo scambio tra culture, apportano arricchimento alla società: i figli che nascono conoscono più mondi, più lingue, più religioni.

Rischi di rottura

Parallelamente a un apporto positivo alla società, relazioni miste possono portare anche a scontri dovuti alle profonde differenze; si discute e si litiga su come amministrare il denaro, sui regali, sulle vacanze, sull'educazione dei figli. La religione, che pure incide, non sembra essere il principale elemento di rottura. C'è una difficoltà nel riposizionarsi continuamente nei ruoli di una famiglia “atipica”. Il limite più grande delle unioni miste sembra il fatto di essere ancora isolate dalla società e non accettate. I dati Istat dimostrano che una coppia interrazziale su tre si spezza e il tasso di divorzio è circa il doppio di quello italiano.

Questione sociale

Quando si parla di coppie miste, si parla anche, soprattutto, di fenomeno sociale: tutti si dicono tolleranti, ma la tolleranza non va bene se essere tolleranti vuol dire "sopportare"; il problema è proprio questo: l'accettazione delle coppie miste, che dovrebbe essere una cosa normale e non una realtà da sopportare. La diversità crea problema solo per chi ne ha paura ovvero per chi è ignorante. Queste coppie vengono quindi viste come di serie B, spaventano e suscitano dubbi.


Cosa ne pensano i giovani oggi? Glielo abbiamo chiesto...

Roberto da Verona 20 anni “Non ho nessun pregiudizio verso le coppie miste. Sul fatto che possano funzionare o meno dipende dalle persone coinvolte; anche se i partners non hanno pregiudizi fra di loro, ne avranno di sicuro gli altri e quindi non dovrebbero farsi influenzare da cosa dice o pensa la gente”.

Miriam da Torino 25 anni “Dipende dall'apertura mentale delle persone: già lo stare assieme, avendo differenze culturali, religiose, di etnia o lingua, presuppone che queste abbiano una grande apertura mentale. Queste relazioni possono funzionare se non ci sono pregiudizi da entrambe le parti. Se ci sono, la relazione non può sussistere”.

Simone da Napoli 19 anni “Penso che già il fatto che se ne parli e che vengano distinte dalle coppie non miste sia un segno di pregiudizio generale; io non ho particolari considerazioni in merito, per me sono alla stregua di tutti gli altri tipi di rapporti, quale differenza c'è? Anzi per me sono un aspetto positivo per una società poiché la arricchisce anche se un'integrazione totale equa e paritaria non è facile”.

Andrea da Milano 18 anni “Restano alcune differenze alla base ma, ad esempio, la differenza di lingua è superabile col tempo. Il colore della pelle non penso possa creare problemi, più che altro sono la cultura e le abitudini con cui una persona è cresciuta, ad essere difficili da superare. Si puo' provare ad accettare reciprocamente usanze e cultura ma sono talmente ben radicate in noi che prima o poi riemergono. Una convivenza è già difficile quando le due persone sono dello stesso paese e lingua, figuriamoci quando lo sono per religione o cultura diverse. Si può anche provare ma la vedo comunque una strada difficile”.

Teresa da Varese 19 anni “Sono stata assieme a un ragazzo di origine marocchina per circa due anni. I miei genitori hanno da subito ostacolato questa relazione ma eravamo innamorati. Vedevamo la nostra storia importante ma mi sentivo incompleta perchè non potevo entrar in casa sua per la sua religione. Lentamente ho smesso di amarlo e ci siamo lasciati. Non nego che ciò è successo, in parte, a causa della sua mentalità; mi riteneva come una cosa sua e con la storia seguente, con un altro ragazzo, mi sono accorta di quanto fossimo diversi e incompatibili”.

Luisa da Catania 21 anni “Una relazione simile può funzionare ma dipende dal grado di differenza, poichè un conto sono una coppia italo-inglese, un conto una italo-araba; le differenze cambiano da caso a caso, da quanto le persone coinvolte sono mentalmente elastiche e da quanto sono legate alle tradizioni della propria cultura. Se due persone si amano cercano di superare le reciproche differenze ma alla base rimane comunque una discrepanza che spesso può riaffiorare; ci vorrebbe una volontà nel portare avanti la relazione talmente forte, da eliminare ogni pregiudizio, differenza ed ostacolo. Non credo sia facile ma nemmeno impossibile”.


Lidia Modena
Fonte: Young18 n.76 aprile 2009

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